Gianluca Buratelli

Meno appeal per il mattone: prezzi in calo

domenica 18 gennaio , 2009

Secondo i due modelli previsionali utilizzati dall’ istituto di ricerca Nomisma nel 2008 i prezzi delle abitazioni aumenteranno dal 3,8 al 6%. Questo il dato più atteso del Terzo rapporto 2007 sulla congiuntura immobiliare in Italia. Il rapporto mette anche in evidenza che il mattone perde appeal: la percentuale di famiglie disposte a investire in immobili è scesa dal 70 al 50%.
Sempre Nomisma indica che la bolla non scoppierà e tuttavia non è atteso un calo delle quotazioni, come accade oltreoceano. Per il 2009 la stima del modello previsionale più ottimistica si assesta su una crescita dei prezzi del 3,7 per cento. Diverso invece il parere degli operatori immobiliari intervistati da Nomisma di cui solo il 5% prevede aumenti dei prezzi nel 2008 mentre il 47% li vede in calo e il restante 48% stabili. Il rapporto conferma anche una frenata dei mutui sottoscritti.  Le percentuali di acquisti di abitazioni finanziate da mutuo negli ultimi cinque anni sono invece costanti intorno al 60 per cento. Nonostante diminuisca il numero dei mutui l’ammontare dell’erogato aumenta dell’1,2 su base annua: nel periodo luglio 2006 – giugno 2007 sono stati erogati 79,7 miliardi di euro per l’acquisto di immobili. I mutui per gli investimenti in costruzioni invece corrono a gonfie vele: +13,2% su base annua superando quota 50 miliardi di euro di valore del finanziamento. Da dire poi che le abitazioni acquistate nel secondo semestre 2007 hanno un valore medio di 250mila euro per un importo medio finanziato di 136mila, quindi un 54% . La metà dei finanziamenti erogati ha una durata superiore ai 20 anni. La durata media dei finanziamenti è di 22,6 anni, in aumento dell’1,6% rispetto al semestre precedente. Il tasso di sofferenza dei mutui in essere passa dall’1,5 per cento di dicembre 2006 all’1,8% del giugno 2007. Chi ricorre all’indebitamento, probabilmente anche allertato dalle notizie sulla recente crisi finanziaria negli Usa, opta sempre di più per i mutui a tasso fisso: il dato riguarda il 75% dei mutui erogati nel secondo semestre del 2007. Per la prima volta negli ultimi dieci anni – spiegano da Nomisma – anche i mutui per l’acquisto di immobili d’impresa sono in prevalenza contratti a tasso fisso.  L’effetto della crisi subprime anglo-americana secondo l’istituto,  ha posto sotto i riflettori e accelerato una tendenza al rallentamento della crescita dei mercati immobiliari che era in atto da prima che la crisi stessa si manifestasse.

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