News

No alle ipoteche sugli immobili sotto gli 8 mila €

lunedì 1 marzo , 2010

La Corte di Cassazione, a sezioni unite, ha stabilito con sentenza del 22 febbraio che sono illegittime le ipoteche iscritte sui beni immobili se il debito reclamato è inferiore agli 8mila euro e se non se ne dà preavviso al contribuente. «Rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare – si legge nella sentenza – anche l’ipoteca soggiace al limite per esso stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000 euro».  La Corte ha così rigettato il ricorso presentato da Equitalia Polis, condannata al pagamento delle spese legali, che aveva fatto scattare l’ipoteca sull’immobile di un contribuente di Castellamare di Stabia (Napoli) per sanzioni non incassate pari a 916 euro.

Il contribuente, inoltre, si evince dalla sentenza, deve ricevere preavviso dell’atto esecutivo cosa che non succedeva prima d’ora: ci si trovava l’ipoteca legale iscritta ma senza preavviso. «Esprimo grande soddisfazione – spiega il legale del contribuente campano –per una sentenza che fa chiarezza e che rappresenta un punto a favore dei contribuenti. Ora ritengo che tutte le ipoteche iscritte sugli immobili dal 2001 in poi per crediti inferiori agli 8.000 euro debbano ritenersi nulle così come quelle per crediti superiori al tetto degli 8.000 se non sono state precedute da preavviso». Gian luca Burattelli

Di seguito il testo della sentenza

SENTENZA N. 4077/10

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE
SEZIONI UNITE CIVILI
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:
Dott. Vincenzo Carbone Primo Presidente
Dott. Roberto Preden Presidente di sezione
Dott. Michele D’Alonzo Consigliere
Dott. Mario Finocchiaro Finocchiaro Consigliere
Dott. Lucio Mazziotti di Celso Consigliere
Dott. Giuseppe Salmè Consigliere
Dott. Antonio Segreto Consigliere
Dott. Aniello Nappi Consigliere
Dott. Francesco Tirelli Cons. rel.
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
spa Equitalia Polis, elettivamente domiciliata in Roma, via Camozzi 1, presso lo studio dell’avv. Adriano Giuffrè, che la rappresenta e difende per procura in atti;
– ricorrente –
contro
Di Maio Giovanni, elettivamente domiciliato in Roma, via G. Tornielli 46, presso lo studio Alfonso Prota, rappresentata e difesa per procura in atti dall’avv. Antonio Malafronte
– controricorrente –
per la cassazione della sentenza n. 3770/2007, depositata dal Giudice di pace di Castellammare di Stabia in data 25/6/2007.
OGGETTO: Opposizione all’esecuzione.
Udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 16/2/2010 dal Relatore Cons. Francesco Tirelli;
Sentito l’avv. Giuffrè;
Udito il Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore Generale dott. Raffaele Ceniccola;
La Corte,
rilevato che con atto di citazione notificato il 13/4/2007 alla spa Gest Line (oggi spe Equitalia Polis), Di Maio Giovanni ha proposto opposizione alla iscrizione ipotecaria effettuata sull’immobile di sua proprietà, sito in Castellammare di Stabia, via G. Pascoli 16, asserendo che la stessa era dipesa dal mancato pagamento di una cartella esattoriale mai notificata e relativa ad un preteso credito di natura sconosciuta, ammontante ad appena 916,93 euro;
che nella contumacia della convenuta, il Giudice di pace di Castellammare di Stabia ha innanzitutto qualificato l’azione come opposizione all’esecuzione e dopo aver ritenuto la propria competenza (rectius,giurisdizione), è passato all’esame del merito, all’esito del quale ha annullato l’iscrizione perche il credito garantito non arrivava agli 8.000,00 euro previsti come limite minimo dall’art. 77 del DPR n. 602/1973 e succ. mod.;
che la spa Equitalia Pois ha impugnato l’anzidetta statuizione, deducendo con il primo motivo la violazione dell’art. 2, comma 1, lett. e) bis del D.Lvo n. 546/1992 (nel testo in vigore dal 12/8/2006 per effetto della modifica introdotta dal DL n. 223/2006, convertito nella legge n. 248/2006), in quanto il giudice a quo non aveva tenuto conto del fatto che la predetta novella aveva attribuito alle Commissioni Tributarie la cognizione di qualsiasi controversia in materia d’iscrizioni ipotecarie ai sensi dell’art. 77 del DPR n. 602/1973;
che con il secondo motivo la ricorrente ha invece dedotto la violazione e falsa applicazione dell’art. 77 del DPR n. 602/1973, in quanto il Legislatore aveva fissato il limite minimo di 8.000,00 euro solo per l’avvio della espropriazione immobiliare, consentendo perciò d’iscrivere ipoteca anche per importi inferiori alla predetta soglia; che cosi riassunte le doglianze della ricorrente, osserva il Collegio che il Di Maio ha notificato controricorso con il quale ha sostenuto l’infondatezza e, ancor prima, l’inammissibilità dell’avversa impugnazione, che rivolgendosi contro una sentenza emessa dopo l’entrata in vigore del D. Lvo n. 40/2006, avrebbe dovuto essere proposta mediante appello e non con ricorso per cassazione;
che quest’ultima eccezione non può essere condivisa perchè nel sistema all’epoca vigente, le sentenze pronunciate sulle opposizioni all’esecuzione potevano essere impugnate soltanto con ricorso per cassazione;
che tanto puntualizzato, giova rammentare che al pari delle controversie in tema di fermo di beni mobili di cui all’art. 86 del DPR n. 602/1973 (che appartengono alla giurisdizione delle Commissioni Tributarie solo se il fermo è stato eseguito a garanzia del soddisfacimento di crediti di natura tributaria: C. Cass. 2008/14831 e 2009/6593), anche quelle in tema d’iscrizione ipotecaria rientrano nella giurisdizione delle Commissioni soltanto nel caso in cui siano state effettuate per ottenere il pagamento d’imposte o tasse (C. Cass. 2009/6594); che nel ricorso introduttivo la spa Equitalia ha sostenuto che la controversia esulava dalla giurisdizione del giudice ordinario perche riguardava la legittimità o meno di un’ ipoteca ex art. 77 del DPR n. 602/1973;
che nella memoria ex art. 378 cpc ha precisato che si era trattato di un’iscrizione effettuata proprio a garanzia di un credito di natura tributaria, come del resto risultava dal documento n. 3 del fascicolo di prima grado del Di Maio;
che tale documento, però, non offre alcuno spunto sicuro, in quanta nell’indicare il titolo del debito non pagato, utilizza l’espressione “totale tributi/entrate”, che per la sua equivocità non è assoutamente in grado di comprovare l’erroneità della pronuncia impugnata;
che non emergendo nemmeno dagli altri atti elemento a favore della natura tributaria del credito, va pertanto confermata la sussistenza della giurisdizione ritenuta dal giudice a quo;
che il primo motivo del ricorso va, quindi, rigettato al pari, d’altronde, del secondo, a proposito del quale basta rilevare che rappresentando un atto preordinato e strumentale all’espropriazione immobiliare, anche l’ipoteca soggiace al limite per essa stabilito, nel senso che non può essere iscritta se il debito del contribuente non supera gli 8.000,00 euro;
che al rigetto del ricorso consegue la condanna della spa Equitalia Polis al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge;
P.Q.M.
La Corte di cassazione, a Sezioni Unite,
dichiara la giurisdizione del giudice ordinario,
rigetta il ricorso e condanna la spa Equitalia Polis al pagamento delle spese di lite, che si liquidano in complessivi 2.700,00 euro, 200,00 dei quali per esborsi, oltre gli accessori di legge.
Roma, il 16 febbraio 2010
IL CONSIGLIERE EST.
Francesco Tirelli
IL PRESIDENTE
Vincenzo Carbone

IL CANCELLIERE
Giovanni Giambattista
DEPOSITATA IN CANCELLERIA
22 FEB. 2010

   , , ,

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento