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Luglio 2009: c’era la legge sul riordino delle professioni del settore finanziario. Che fine faranno i mediatori del credito?

mercoledì 31 marzo , 2010

L’Italia è la nazione delle leggi che vengono approvate ma che poi non sprigionano i loro effetti. Vuoi per la mancanza del regolamento, vuoi per la disputa della Conferenza Stato – regioni, vuoi per le osservazioni del Capo della Stato va da sè che le leggi, decise dal Parlamento restano ulla carta. E’ il caso della legge 57 del 2001 che ha istituito il praticantato per gli agenti immobiliari, ferma per la mancnza del regolamento, così come la legge 88 del 2009 entrata in vigore il 29 luglio dello scorso anno e che indica le “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunità europee – Legge comunitaria 2008” pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 14 luglio 2009. All’articolo 33 della legge vi è la Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE e previsione di modifiche ed integrazioni alla disciplina relativa ai soggetti operanti nel settore finanziario di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ai mediatori del credito e agengti in attività finanziaria.
Si tratta della legge delega che bindica i criteri direttivi utili al Governo per emanar il decreto legislativo per il recepimento della direttiva comunitaria. In particolare l’articolo 33 della legge 88/2009, introduce alcune modifiche ed integrazioni al testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia che dovranno essere adottate dal Governo. Si regola la protezione del contraente debole nei contratti finanziari rafforzando “l’applicazione delle sanzioni amministrative previste dal testo unico” bancario “… rimodulando la disciplina delle attività e dei soggetti operanti nel settore finanziario di cui al titolo V e all’articolo 155 del testo unico bancario. Il tutto a tutela dei consumatori”.
Interessanti sono i requisiti richiesti per l’accesso alla professione delle attività di mediatore creditizio e di agente in attività finanziaria inserendo dette professioni all’interno del testo unico bancario al fine di assicurare la trasparenza e la professionalità mediante l’innalzamento dei requisiti richiesti.
E’ previsto anche la nascita di un organismo interassociativo, avente personalità giuridica, con propria autonomia organizzativa e statutaria, composto da operatori scelti tra le categorie dei mediatori creditizi, degli agenti in attività finanziaria, delle banche e degli intermediari finanziari, con il compito di gestire gli elenchi dei mediatori creditizi e degli agenti in attività finanziaria. La norme preannuncia inoltre l’obbligo di una copertura assicurativa per responsabilità civile a tutela dei consumatori e l’indipendenza dei mediatori del credito da banche e società intermediarie.
E fin qui tutto bene! La novità dirompente è l’obbligo di una forma giuridica societaria per l’esercizio dell’attività di mediazione. Con il decreto legislativo ad opera del Governo entro il 12 maggio 2010 (termine di recepimento della direttiva europea salvo che un altro atto dell’Unione Europea stabilisca diversamente) le annunciate modifiche verranno tradotte all’interno del sistema normativo italiano. E il c.d. decreto Pinza che fine ha fatto? E’ andayto anche lui a popolare la grande schiera dei provvedimenti legislativi annunciati e mai entrati in vigore?
Staremo a vedere. Intanto nell’Albo dei mediatori del credito vi sono 180 mila iscritti e tutti “in crisi” viste le ristrettezze bancarie, la crisi immobiliare e la mancanza di denaro fresco sul Mercato.

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