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Mediatori del Credito – E’ pronta la Proposta di Legge di riforma del settore

venerdì 2 aprile , 2010

Proposta la nascita del Ruolo Unico nazionale per i mediatori creditizi. Sul tavolo del Parlamento la proposta di legge dell’on. Cosimo Ventucci del Popolo della Libertà, che ha come obiettivo elevare il livello professionale degli operatori. Lo strumento ideato per raggiungerlo è l’organizzazione del Ruolo Unico nazionale, al quale si potrà accedere solo dopo avere frequentato un corso di preparazione e superato un apposito esame. Oggi in Italia operano circa 180.000 mediatori creditizi, con una forte concentrazione in Lombardia e nella grandi regioni come Sicilia, Campania e Lazio. Il riordino normativo è dettata dal fatto che è in continua crescita il numero di operatori iscritti all’albo dei mediatori creditizi unitamente all’aumento di episodi di scarse professionalità e correttezza, che hanno ingenerato, sia tra i consumatori sia tra gli operatori, la consapevolezza che un intervento legislativo è ormai improrogabile. Fondamentale è comprendere come le nuove regole disegnino l’accesso al Ruolo Unico nazionale e alla stessa attività dei mediatori, con un occhio attento lle finalità che sono quelle di elevare il livello professionale degli operatori e di accentuarne l’autonomia rispetto al sistema bancario.
Il nuovo impianto normativo mira a far sì che solo i soggetti realmente intenzionati a svolgere la professione di mediatore rimangano iscritti al Ruolo unico nazionale garantendo la possibilità alle migliaia di operatori seri presenti sul mercato di continuare a operare con maggiore tutela nei confronti della concorrenza «sleale» dei soggetti meno corretti e preparati.
Per iscriversi al Ruolo sarà necessario possedere il diploma di scuola media superiore ed aver superato un apposito esame, sostenuto dopo la frequentazione di un corso di preparazione che garantirà l’acquisizione di un livello professionale minimo di conoscenza dei rudimenti di diritto finanziario e bancario, di matematica finanziaria e della disciplina a tutela del consumatore.
Sarà l’Unioncamere a gestire il ruolo, e definire le linee guida dell’esame. Mentre alle associazioni di categoria dei mediatori creditizi, più rappresentative a livello nazionale sarà assegnata una funzione di supporto a Unioncamere nella gestione del Ruolo unico nazionale e di organizzazione dei corsi di preparazione in collaborazione con le banche, le università e gli enti di formazione preposti. Anche per i mediatori creditizi, così come succede per gli agenti immobiliari si renderà obbligatoria la polizza per la responsabilità civile a copertura della responsabilità civile per danni cagionati alla clientela nell’esercizio della professione. Ciò rappresenta una valida risposta in tutti i casi in cui la capacità patrimoniale dell’operatore (persona fisica o giuridica) non è tale da costituire un’efficace garanzia per le eventuali pretese risarcitorie dei danneggiati. Tale obbligo, afferma una nota dell’onorevole Ventucci contribuirà a scoraggiare iniziative prive di un serio progetto imprenditoriale. Tra le novità di base vi è la volontà di determinare l’indipendenza dell’operatore creditizio dal sistema bancario. Infatti con il varo della nuova legge sarà proibito l’esercizio dell’attività di mediazione da parte di esponenti e di operatori del sistema bancario, con divieto alle banche stesse di partecipare al capitale delle società di mediazione creditizia o di avere propri rappresentanti negli organi amministrativi delle società stesse (consigli di amministrazione, consigli di gestione e di controllo). Il problema legato al conflitto d’interessi tra banche e società di gestione del risparmio è ormai alla ribalta del dibattito politico-finanziario da molto tempo, ed ora lo si ripropone anche nel campo creditizio affinché non si verifichino gravi episodi quali quelli che hanno interessato il mercato del risparmio gestito negli ultimi anni (vicende Parmalat, Cirio, bond argentini, eccetera). Con la nuova regolamentazione lo Stato beneficerà dell’emersione di quella parte del mercato che oggi opera nella cosiddetta «zona grigia» vista l’ assenza di regole e di attività di vigilanza sulla mediazione creditizia. Le stesse camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura godranno dei contributi relativi alle iscrizioni a corsi e ad esami e di tutte le quote di iscrizione al registro delle imprese degli operatori.

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