La notizia del giorno

4 puntata – Completato il documento ANAMA

lunedì 24 maggio , 2010

Termina con questa puntata la pubblicazione del documento ANAMA che rappresenta le proposte concrete di un’associazione che guarda avanti. Dalle idee a confronto nasce una proposta di legge per rimodellare la professione e renderla più moderna e professionale.  La redazione.

La nuova legge professionale Anama

Anama ha deciso di sostenere una proposta di legge per delineare la figura dell’agente intermediario del futuro, convinta com’è che è giunto il momento di superare vecchi steccati liberando il settore da privilegi corporativi e da modelli operativi vecchi ed obsoleti. Si va quindi, per Anama, verso l’ “Impresa guidata da professionisti “, dove la competizione e la professionalità degli operatori deve diventare la garanzia di efficienza per i consumatori.

Formazione, aggiornamento, utilizzo delle nuove tecnologie ed investimenti strutturali devono diventare la base del dettato normativo che delinei una figura terza utile se non addirittura necessaria nella compravendita e nella locazione immobiliare. Trasparenza e regole certe, poi, faranno da corollario ad una nuovo strumento legislativo capace di selezionare le giovani leve, portandole a raggiungere l’eccellenza nel servizio con formazione ed aggiornamento a tutela degli interessi collettivi. In pratica la legge Anama per il settore determinerà:

– accesso all’attività professionale attraverso due percorsi:

a) corso abilitante presso gli enti di formazione accreditati con verifica finale della Regione;

b) corso e praticantato, tenendo fermo il requisito del titolo di studio;

– crediti formativi: obbligo biennale di aggiornamento e formazione degli operatori;
– obbligo della forma scritta nei rapporti tra la clientela e gli operatori immobiliari in regola;
– riordino delle incompatibilità con rafforzamento della terzietà dell’agente intermediario;
– riordino delle incidenze della legislazione non settoriale sull’attività dell’intermediazione immobiliare (responsabilità dell’agente nella registrazione delle scritture private; dichiarazione in atto degli estremi delle fatture; antiriciclaggio);
– norme in linea con gli indirizzi europei per dare alle nostre imprese, sia individuali che svolte in forma societaria o organizzata, una forte opportunità di sviluppo.

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15 commenti

  1. Il problema è il franchising.
    Anama quando dice che sarà il mercato a fare la differenza gioca con le parole, sa che in un mercato non concorrenziale gli unici a guadagnarci sarebbero gli oligopoli.
    Un vero e un governo serio non accetterebbero un oligopolio del genere creato al solo fine di mantenere alti i prezzi.
    Tale oligopolio per vivere ha bisogno di reperire subito agenti immobiliare da sfruttare e buttare via quando non servono più, da ciò ne deriva l’entusiasmo di anama per l’abolizione del ruolo e i tentativi di sopprimere l’esame.

  2. “formazione, aggiornamento, utilizzo delle nuove tecnologie ed investimenti strutturali devono diventare la base del dettato normativo che delinei una figura terza utile se non addirittura necessaria nella compravendita e nella locazione immobiliare.”
    Addirittua necessaria!!!
    Spero sia uno scherzo siamo ancora un paese libero e non una dittatura…

  3. Egr. Sig. Mario, per capire il passaggio sulla “necessarietà” del ruolo dell’agente immobiliare nella compravendita immobiliare basta analizzare i contrari della parola “necessario” che sono: accessorio, addizionale, aggiuntivo, inutile, discrezionale, facoltativo. Se lei ritiene che la funzione dell’intermediario oggi sia pari ai contrari indicati allora ha ragione ad allarmarsi. Ma se invece è convinto che per una serena e corretta compravendita “sia necessario” avere al proprio fianco un consulente preparato capace di affrontare la materia con competenza e professionalità allora ha ragione ANAMA. Guardi cosa succede in Francia e nei Paesi evoluti: l’80% delle compravendite è assistito da un agente immobiliare. In Italia solo il 40% degli affari vede la presenza di un consulente immobiliare. Non si è mai chiesto perché? Non perché si pensa ad introdurre per legge l’obbligo del mediatore (lungi da noi..!) ma perché troppi sono gli agenti improvvisati, non aggiornati e presuntuosi che fanno sì che i clienti si tengono alla lontana da loro. Ecco: Anama cerca di ridare dignità professionale alla categoria rendendola utile, preparata, forte e competente: in parole povere necessaria.

  4. il problema è che c’è ancora troppa gente che non vuole un ricambio generazionale nel settore e non si da la possibilità a chi ne ha realmente le capacità per farlo facendo dell’ostruzionismo, io non capisco per quale motivo si continui con questo esame presso le camere di commercio dopo un ridicolo corso che serve solo a confonderti le idee e che di pratico alla fine non hai capito un tubo del lavoro vero e proprio.
    Inoltre ci tengo a far nontare che c’è ancora tanta gente che passa l’esame solo perchè raccomandata e magari c’è chi lo fa da abusivo ed ha molta più conoscenza di un raccomandato, quindi io dico che l’abbolizione dell’esame e l’alleggerimento dei requisiti tipo il titolo di studio richiesto, ma introducendo magari l’obbligo di un corso accompagnato ad almeno un anno di praticantato presso un’ agenzia, con un esame interno e degli aggiornamenti continui, forse la categoria davvero si aggiornerebbe e si farebbe pulizia da sola eliminando chi è incapace.

  5. Crediti Formativi:
    eee vaiii altri eurini da spendere in corsi obbligaroti………….e vai cosi’…………..ma che c’avete una scuola privata di formazione da mantenere? 🙂

  6. Damanda per Redazione:

    Ma questa pantomima ipocrita deve andare avanti ancora per molto……….scusate la brutalità, ma i Francising sono quelli con i ragazzini aventi sgargianti cravatte che circolano a suonar campanelli per ogni dove e fanno le loro valutazioni di fantasia……………o ve lo siete scordato?

    Quindi di che professionalita’ andate parlando, della sensibilità del suonatore di campanelli?

    Mah………….sono allibito da tanta ipocrisia………….

  7. Caro Claudio (o preferisce Batman) gli operatori in Italia sono oltre 100 mila e parlare di oligopolio in riferimento alle circa 6 mila agenzie in franchising è un pò azzardato, non le pare? La questione è che in tempi di crisi si tende a cercare il famoso caprio espiatorio e nel suo caso l’ha trovato nel franchising immobiliare che non se la cava proprio bene. Pensi alla Pirelli re e al fatto che toglierà il marchio “Pirelli” ad oltre 400 agenzie affiliate, pensi alle tante agenzie che si chiudono giornalmente e pensi alle difficoltà che molti hanno a “sbarcare il lunario”. Non è certo un immagine di chi vive nell’oro a scapito di altri. la ragione vera sta nel fatto che si vuol criminalizzare un fenomeno importante, a cui Anama ha sempre voluto dare dignità e tutela, senza gioire delle scelte europee ma capace di gestirle per affrontare il problema e mai “piangersi addosso”!

  8. Caro Seroli, alla sua domanda:
    Ma questa pantomima ipocrita deve andare avanti ancora per molto……….scusate la brutalità, ma i Francising sono quelli con i ragazzini aventi sgargianti cravatte che circolano a suonar campanelli per ogni dove e fanno le loro valutazioni di fantasia……………o ve lo siete scordato?
    Noi rispondiamo che “i ragazzini” di cui parla sono il più delle volte dei soggetti che settimanalmente frequentano aule di formazione, che studiano le tecniche di vendita e di acquisizione da parte dei loro tutor senior, che hanno un diploma se non una laurea e che lavorano dalle 10 alle 12 ore al giorno per raggiungere gli obiettivi di squadra.
    Non sono di certo i soliti agenti che attendono comodamente i clienti in agenzia, che si lamentano del mercato e della crisi e che criticano solo per il piacere di farlo.
    Poi vi sono anche gli improvvisati, i negativi, quelli che sarebbe meglio cambiassero mestiere. ma fare di tutta un erba un fascio non è corretto ne giusto: proprio per coloro che si fanno le ossa con serietà, dedizione e grande professionalità.

  9. Seroli eccolo all’attacco:
    Crediti Formativi:
    eee vaiii altri eurini da spendere in corsi obbligaroti………….e vai cosi’…………..ma che c’avete una scuola privata di formazione da mantenere?
    Certo che abbiamo l’ente di formazione, ma anche la convinzione che anche Lei è bene che torni sui banchi di scuola ad aggiornarsi e a colmare le tante lacune che ogni agente immobiliare ha! Crediti formativi: vuol dire aggiornamento, competenza e quindi rispetto da parte della clientela e del mercato.
    O Seroli non ha bisogno di aggiornarsi?

  10. Sono pienamente daccordo sull’aggiornamento ma NON quando diventa OBBLIGATORIO.

    Obbligatorio significa “forzato” a pena di qualcosa…..cioè “se non lo fai subisci una pena”…………ecco, se la pena è la RADIAZIONE da questo mestiere, la RADIAZIONE dalla Categoria, allora rispondo che in nessuna Categoria Professionale in Italia è previsto questo, nemmeno per i Chirurghi e i Notai e voi pensate di introdurla per gli “ausiliari del commercio” come gli Agenti Immobiliari?
    Ma vi drogate?

    Prima spalleggiate la cancellazione del Ruolo portandoci di fatto ancora a “maggior contatto” con la categoria dei Commercianti e di fatto cancellando ogni speranza di elevare la Categoria tutta alla stregua dei lavori d’intelletto (professionisti) e poi vorreste metterci i corsi di formazione obbligatori?

    Ma dite una cosa? La scuola di formazione professionale, di chi è di preciso? chi sono i soci? a chi giova veramente questa politica?

    Ah ecco……………..

  11. vedo che non sono l’unico a pensarla cosi’ sui crediti formativi obbligatori…….questo è il VOSTRO sondaggio:

    Ritieni sia utile introdurre i crediti formativi annuali per l’aggiornamento degli agenti immobiliari?

    No (92%, 382 Voti)
    Si (6%, 27 Voti)
    Indifferente (2%, 8 Voti)

    Totale Votanti: 417

    (nel link, in basso a sinistra dell’home page di anama) per chi volesse controllare…….i no sono stati 382!!!!………..
    ogni commento è superfluo.

  12. I crediti formativi sono uno strumento adottato dai professionisti per stare al passo con i tempi. Obbligatori? Certamente altrimenti che valore hanno? Ogni due anni è necessario tornare “a studiare” partecipando a seminari, convegni, corsi di formazione e approfondimenti tematici con docenti ed esperti del settore. Solo con l’aggiornamento e la competenza degli operatori potremo stare sul mercato: altrimenti veniamo fagocitati dai liberi professionisti e cioè da coloro che danno segno di conoscere bene la materia. Fare i professori senza titolo non basta più! Saper trattare le vendite è solo una parte del bagaglio professionale a cui il mediatore deve far riferimento. Quindi Seroli si prepari a tornare di nuovo a scuola! Sul sondaggio registriamo la logica opposizione dei lettori (non tutti di Anama caro Seroli ma navigatori di ogni dove, di ogni stato sociale, di ogni località e di ogni associazione) impauriti nel dover rimettersi alla prova, ad aggiornarsi, ma farsi valutare da altri! Ma voi non siete quelli dell’esame ad ogni costo? Ecco allora un esame ancor più difficile: il confronto con il mercato che evolve e si modifica, quasi giornalmente. Gli AI (come li chiamate voi) devono sapersi aggiornare ma per farlo li dobbiamo obbligare altrimenti hanno la presunzione di sapere tutto: anche ciò che non sanno!

  13. Sono daccordo……e Redazione mi creda, io di “tornare a studiare” non ho mai smesso 🙂 e aggiungo ancora che a sentirvi parlare cosi’, mi pare che siano piu’ le cose che siamo daccordo che quelle su cui ci scontriamo……………ma c’è il “peccato originale” (la sponsorizzazione della cancellazione del Ruolo da parte a.n.a.m.a.) e quindi non lo posso dirlo………. 🙁

    Io contesto che questo si doveva fare prima, quando c’era il Ruolo……………..insomma, mi aspettavo un percorso simile a Agenti Immobiliare con Ruolo–>Crediti Formativi Continui–>Minilaurea—>Albo

    questo era il percorso logico……………..ora è diverso…………per logica, ora si riparte da capo con
    Agente Immobiliare di stampo commerciale puro–>?????—>?????—> e allora, siccome dalla logica Professionale siamo usciti cancellando il Ruolo, perchè ora mi dici tu Associazione che invece si deve continuare sul percorso originario?

    Ora siamo commercianti, no? ecco……allora comanda il Mercato……e io di macellai che fanno i Crediti Formativi non ne conosco.

    Ecco perchè dico che siete confusi……perchè di fondo si palesano contraddizioni vostre, imbarazzanti.

    Da un lato non c’è piu’ il Ruolo e viene meno tante cose e soprattutto tante speranze…..ma poi si vuole la laurea breve.
    Si vogliono i corsi formativi continui di aggiornamento…………..poi dite che volete togliere l’esame alla cciaa, ma farselo in casa e poi il praticantato al posto dell’esame………….

    eeeeeeeeeee non c’è nulla da fare, queste incongruenze/contraddizioni si pagano, si pagano con le critiche aspre di gente (me compreso) che non capisce dove si voglia andare……….ma a “non sapere”, credo di essere in buona compagnia. 😉

  14. Sig. Seroli, per essere chiari ANAMA ha preso atto della volontà sia dell’Europa che del Governo di sopprimere il RUOLO e a nulla valgono discorsi su come avremmo voluto fosse plasmata la professione. Siamo sotto il Ministero dello Sviluppo Economico e quindi le Camere di Commercio da sempre e non sotto il Ministero di Grazia e Giustizia come le altre professioni. Quindi: Albo? Scordarselo! Professionisti e non commercianti? Scordarselo. La vera battaglia (se ci si credeva) era quella indicata da ANAMA con un sondaggio e con una ricerca di due anni f che ipotizzava l’istituzione del diploma di Consulente immobiliare, alla fine del percorso scolastico dei Geometri, dove l’ultimo biennio delle superiori (nel corso del diploma per geometri appunto) si poteva scegliere tra: area progetti, area estimo e area consulenza immobiliare. Allora sì che il percorso formativo era obbligatoriamente: due anni di pratica ed esame di stato per abilitarsi alla professione vera e propria. Essendo da sempre ausiliari del commercio ci dobbiamo considerare fortunati ad avere: REA, Requisiti obbligatori (diploma, corso, esame o pratica annuale) e tra un pò i Crediti formativi. Siamo Imprese e non studi professionali e quindi legati al profitto, agli investimenti, alle risorse umane, ai bilanci con una forte dose di: deontologia, professionalità, competenza e serietà. Si rassegni Seroli questo è un modello voluto dall’Europa che anche l’Italia deve adottare e il sogno dell’Albo (che sistematicamente affiora) resterà tale se vuole mantenere il diritto alla provvigione da entrambe le parti (e non il compenso da una sola) in assenza di obblighi professionali tipici dei professionisti “iscritti agli ordini professionali” il più delle volte muniti di laurea, di pratica biennale, di esame di stato e di crediti formativi obbligatori.

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