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Per Fiaip 60 mila mediatori del credito a rischio

giovedì 29 luglio , 2010

Riportiamo integralmente il comunicato diffuso in questi giorni da FIAIP in merito alle conseguenze che la nuova normativa sulla mediazione del credito portebbe con sè. Lo pubblichiamo proprio perché pensiamo che l’allarme lanciato da Righi sui 60 mila posti a rischio sia di gran lunga esagerato e comunque riguardi altrettanti agenti immobiliari iscritti anche come mediatori del credito nell’apposito Albo presso la Banca d’Italia. Quindi non sono a rischio di attività, essendo immobiliari ma se non altro della possibilità di fare contemporaneamente le due professioni: quella di agente immobiliare e quella di mediatore del credito. In tal caso dovranno tornare a fare i “segnalatori” di mutuo, rivolgendosi poi a degli specialisti per presentare la pratica in Banca. La redazione

COMUNICATO FIAIP – Sarebbero a forte rischio chiusura 60mila Pmi operanti nell’ambito della mediazione creditizia. Uno scenario che potrebbe diventare presto realtà qualora il Governo approvasse questa settimana in Consiglio dei ministri il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa al credito al consumo e alla modifica della disciplina legislativa degli operatori finanziari e dei mediatori creditizi. E la Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), a questo punto, si appella ai membri del consiglio dei ministri al fine di procrastinare una decisione che secondo l’organismo “può seriamente penalizzare tutto il settore immobiliare”.

“Si vuole uniformare il mercato del credito a mere logiche commerciali di alcune grandi banche – dichiara il presidente Fiaip Paolo Righi – con la finalità di escludere dal mercato i mediatori creditizi, discriminando allo stesso tempo quegli istituti bancari di piccole dimensioni che si avvalgono delle reti terze come modello strutturale per la loro crescita. Se verrà attuata questa riforma un consumatore non potrà più scegliere e confrontare le offerte dei vari istituti di credito”. Il rischio è quello che 60mila famiglie potrebbero cadere in ginocchio non potendo più beneficiare di alcun ammortizzatore sociale.

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