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Trento laboratorio di idee e di principi

martedì 10 agosto , 2010

La “questione Costo Zero a Trento” tiene banco in casa Anama. Il provinciale, capitanato dal presidente Marco Gabardi ( nella Foto) ha chiesto chiarimenti ed un’ audizione al nazionale per valutare la posizione espressa da Anama nel sito. Si tenta di capire come la pensi il presidente nazionale Bellini e quale sia l’atteggiamento dello stesso verso la realtà cittadina. Noi della Redazione possiamo anticipare che il presidente nazionale, contattato sui monti dell’agordino, per un breve periodo di ferie , ama la chiarezza e il rispetto della gerarchia interna. Mai e poi mai andrebbe contro la leadership di Gabardi, anche perché ci risulta che sia stato proprio il presidente in persona a volerlo in Giunta nazionale a Roma. Di certo, però, vi è la salvaguardia “dei principi di libertà” che tanto stanno a cuore a Bellini e che difficilmente lo vedrebbero tra coloro che si ergono a paladini del loro annientamento. La vicenda è seria e trova ragioni valide da qualsiasi parte la si voglia capire. Da un lato il provinciale Anama (e a questo punto possiamo dire anche la Fimaa di Trento) sono per impedire alla Immobilservice di Trento di operare chiedendo la provvigione solamente alla parte venditrice. Dall’altro un ragionamento “di libertà aziendale” lanciato dalla nostra testata che afferma come un impresa possa (o debba) decidere di porre in essere strategie commerciali di grande appeal per i consumatori purché non lesive delle norme e delle regole. E’ proprio su questo argomento che Gabardi e tutti coloro che si sono schierati contro, fanno quadrato sul fatto che chiedere la provvigione da una sola parte è scorretto e poco leale nei confronti dei colleghi arrivando ad affermare che chi si fa pagare da una sola parte non può più essere considerato “mediatore” perché opera per conto di uno solo dei soggetti in campo e quindi perde la terzietà, elemento fondamentale per essere intermediari. In sostanza gli argomenti sono validi e seri tanto che, secondo noi, ce né per organizzare un convegno cittadino, al quale far partecipare le associazioni di categoria e gli enti preposti al settore, per innescare un confronto sereno ed utile sulla vicenda. Intanto restiamo i attesa di una dichiarazione del presidente Paolo Bellini che, conoscendolo, non tarderà a farci pervenire al più presto.

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2 commenti

  1. Una domanda semplice. Ma non si tratta di libero mercato? Faccio un esempio semplicissimo: Quando ho venduto la mia casa, qualche anno fa, sono stato contattato da una agenzia della mia citta dove mi ha proposto un incontro presso la mia abitazione. L’agente dopo aver visionato la mia casa mi ha domandato la possibilità di avere un mandato di sei mesi inesclusiva. In cambio nel mandato accettava di mettere nell’articolo riguardante la provvigione, che da parte mia e quindi del venditore non esigeva alcuna provvigione in caso di vendita. Accettai e pochi mesi dopo l’appartamento venne venduto e io non pagai nessu compenso come pattuito. Quindi non vedo il perchè non fare il contrario. Secondo il mio parere diritto alla provvigione non è un dovere a percepirla.E di agenzie che lavorano con la provvigione solamente a chi compra ce ne sono tante. Quindi l’agenzia di trento non credo abbia inventato chissà che cosa. Sta solamente facendo il contrario. Comunque qui sotto allego una sentenza della cassazione. Credo possa centrare qualcosa: Ciao
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  2. Al professionista e’ consentita la prestazione gratuita della sua attività
    professionale per i motivi piu’ vari, che possono consistere nell'”affectio”, nella
    “benevolentia”, come anche in considerazioni di ordine sociale o di convenienza,
    anche con riguardo ad un personale ed indiretto vantaggio. Al di fuori di questa
    ipotesi sono nulli i patti in deroga ai minimi della tariffa professionale. (Nella
    specie, si e’ ritenuta la nullità del patto con cui il compenso professionale di un
    ingegnere per un progetto di lottizzazione era stato subordinato all’approvazione
    del comune).
    Cassazione civile sez. II, 3 dicembre 1994, n. 10393
    Giust. Civ. Mass. 1994,fasc. 12
    La gratuita’ delle prestazioni professionali e la rinuncia al compenso non trovano
    ostacolo nella nullità dei patti in deroga ai minimi di tariffa, allorché siano fondate
    su specifici presupposti causali e non risultino, quindi, attuate per violare le norme
    sui minimi di tariffa. Di conseguenza al professionista e’ consentita la prestazione
    gratuita della sua attività professionale per considerazioni di ordine sociale e di
    convenienza, anche con riguardo ad un suo personale e indiretto vantaggio.
    Cassazione civile sez. III, 30 dicembre 1993, n. 13008
    Giust. Civ. Mass. 1993,fasc. 12

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