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Mediatori creditizi e Banca d’Italia : si lavora per l’Osservatorio

martedì 14 dicembre , 2010

Sono già quattro gli appuntamenti che vedono la Fimaa, la Fiaip e l’Anama lavorare assieme per dare risposte univoche alla Banca d’Italia in materia di costituzione dell’Osservatorio. Infatti la nuova normativa sul Credito prevede la costituzione di un organismo capace di “governare” la categoria dei mediatori del credito e degli agenti in attività finanziaria. L’Osservatorio, così come disposto dalla norma, è composto da 6 membri : uno indicato dal Ministero del Tesoro e gli altri 5 indicati dalle associazioni di categoria e quindi dall’Abi, dalle finanziarie, dalle società delle carte di credito e dalle associazioni che rappresentano il settore. A decidere alla fine sarà la Banca d’Italia che valuterà sulla rosa di nominativi che un pò tutti stanno presentando tramite i relativi curricula. I candidati devono possedere requisiti di indipendenza, di professionalità, di moralità e managerialità. Ma soprattutto devono essere indipendenti a tal punto che esistono incompatibilità all’incarico. Le tre associazioni Anama – Confesercenti ,  Fimaa – Confcommercio e Fiaip Confedilizia con i loro presidenti nazionali e le rispettive delegazioni hanno voluto definire un’azione comune che faccia chiarezza sul ruolo delle stesse nei confronti della banca d’Italia.Il tavolo così riunito ha “preteso” ed ottenuto dalla Banca d’Italia di poter segnalare una rosa di nominativi che siano l’ indicazione delle associazioni di categoria più rappresentative nel campo della mediazione creditizia. Infatti Fimaa, Fiaip e Anama rappresentano oltre 15 mila operatori di settore tra mediatori del credito e agenti in attività finanziaria e non intendono essere messi in secondo piano da associazioni meno rappresentative e di certo non diffuse su tutto il territorio nazionale. Il toto nomine non è facile farlo, anche perchè tutti sono abbottonati in proposito. Di certo si sa che Banca d’Italia ed in particolare il direttore generale vuole chiudere la partita entro l’anno. All’ Osservatorio compete la vigilanza e la tenuta degli elenchi della categoria che oggi conta un numero considerevole di soggetti che dovranno, però, per operare come mediatori del credito, organizzarsi in società di capitali con almeno 120 mila euro di capitale. Mentre gli agenti in attività finanziaria dovranno limitarsi a tre mandati con banche e/o finanziarie, superare un esame e aggiornarsi frequentando appositi corsi di formazione. Tutti gli altri potranno aggregarsi a queste società di mediazione cerditizia come dipendenti o collaboratori e il loro rapporto sarà monitorato da Banca d’Italia periodicamente imponendo una sorta di tracciabilità degli operatori. In pratica ora si vogliono fare le cose per bene, a tutela dei consumatori e della trasparenza del mercato dei mutui e dei prestiti.

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