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Tavolo comune o Consulta? Allargare il tavolo anche alle altre associazioni?

domenica 26 dicembre , 2010

La prima esperienza di ritornare a lavorare su un tavolo comune nasce già con troppi distinguo. E pensare che l’obiettivo è veramente comune: contribuire alla nascita e alla gestione unitaria dell’OSSERVATORIO, organismo deputato alla gestione dei mediatori del credito e degli agenti in attività finanziaria presso la Banca d’Italia. Le tre associazioni FIMAA, FIAIP e ANAMA, su iniziativa di quest’ultima si sono riunite più volte in via Nazionale al civico 60 con i loro leader e le loro delegazioni per definire atteggiamenti comuni. Risultato? La stesura di un documento unitario a firma di Angeletti, Righi e Bellini già inoltrato all’ufficio competente dove si segnalano i nominativi candidati a rappresentare l’intera categoria in Banca d’Italia. Chi ha voluto questi incontri non ha pensato di “appropriarsi” di prerogative altrui ma ha voluto assolvere agli impegni presi con la base sostenendo l’unione tra le associazioni di categoria in particolar modo quando i temi riguardano tutti, nessuno escluso. I distinguo citati sono stati espressi con tanto di comunicato ufficiale quando in un articolo di redazione del sito www.anama.it  il giornalista ha definito sinteticamente il tavolo, così riunito, come ” Consulta”. Apriti cielo: la Consulta … no!!! Per Righi della FIAIP non è corretto parlare di Consulta: ma di tavolo comune tra Fimaa, Fiaip e Anama. Non bisogna confondere le intenzioni, secondo il leader FIAIP , e trasformare un … semplice incontro tra associazioni in un organismo “che non c’è” , la Consulta appunto. E pensare che il Parlamento e il Governo vedono nella Consulta (Fimaa, Fiaip e Anama) l’organo di rappresentanza dell’intera categoria e di tutti gli agenti e mediatori d’Italia. Secondo Righi invece la Consulta non deve riprendere vita! Ovvero prima che ciò succeda vanno chiarite le posizioni delle associazioni su: Ruolo, direttiva europea, esame di accesso alla professione, corsi di formazione, crediti formativi. Ma anche sul concetto di agente immobiliare visto come un professionista e non come un imprenditore o un ausiliario del commercio. Negli ambienti più informati pare che l’opposizione di FIAIP alla Consulta stia nel fatto che a coordinarla tocca l’ANAMA che ha in Toscano e in Tecnocasa i suoi grandi elettori e nel franchising un sistema da conoscere e non combattere. Che sia giunto il tempo di fare chiarezza in merito? O pensa la FIAIP di poter rappresentare da sola, con la partecipazione straordinaria di FIMAA, la categoria degli intermediari italiani? Vogliamo invece aprire a tutto il mondo associativo di categoria? E allora perché lasciare fuori dal tavolo (che non va considerato come Consulta) altre associazioni quando si pretende di non ridare slancio ad un organismo voluto “dal Palazzo” a tutela di tutti gli operatori, formato dalle tre associazioni riconosciute dal Ministero dello Sviluppo Economico? Ci sono obiettivi importanti da realizzare come : rendere operativo il praticantato abilitante alla professione; candidare i laureati appartenenti alla categoria alla gestione delle Aste pubbliche; far partecipare alla gestione delle attestazioni e certificazioni energetiche tutti i colleghi che frequentano appositi corsi di abilitazione. E tanto altro ancora …! In sostanza è giunto il momento di non fare la guerra tra di noi ma lavorare compatti per conquistare traguardi importanti per la categoria e i bilanci delle nostre aziende. ANAMA è pronta a fare la sua parte con sincerità, coerenza e partecipazione.

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2 commenti

  1. Sono assolutamente d’accordo su quanto sopra scritto, progetto e impostazione.La parola chiave deve essere CONDIVISIONE, per meglio e bene rapprensentare la nostra categoria . Discutiamo prima, se necessario, per presentarci nei tavoli che contano con una linea comune. Acceleriamo per il praticantato tanti giovani, troppi aspettano. Buon lavoro.

  2. Sono assolutamente d’accordo su quanto sopra scritto, progetto e impostazione. La parola chiave deve essre CONDIVISIONE, per meglio e bene rappresentare la nostra categoria. Discutiamo prima se necessario, per poi presentarci nei tavoli che contano con una linea d’azione comune a tutte tre le Associazioni.Acceleriamo praticantato e tutti quei poggetti che qualificano il nostro”mestiere”. Norme chiare, trasparenza, qualità dei servizi, aggiornamenti, formazione continua. Politiche che devono essere condivise.”FOLLIA E’ FARE SEMPRE LA STESSA COSA ASPETTANDOSI RISULTATI DIVERSI” A. EINSTEIN”. Buon lavoro e un in bocca al lupo per l’anno che è appena entrato.

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