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22, February, 2012

A.N.A.M.A.

Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d'Affari

Archivio di gennaio, 2011

Pasca tra i possibili candidati a sindaco di Torino

Scritto da Redazione il gennaio - 27 - 2011

Il vice presidente nazionale vicario di ANAMA, Antonio Pasca, è indicato tra i possibili candidati a Sindaco nelle prossime elezioni amministrative di Torino. Assieme a Marco Boglione titolare del marchio Robe di Kappa, la candidatura di Antonio Pasca, attuale presidente di Tecnocasa Franchising, viene sostenuta dalla coalizione che ruota attorno al PDL e ai suoi alleati. E’ considerata una candidatura forte che potrebbe vincere su Fassino e il PD che ha in Chiamparino un sostenitore di qualità. ANAMA è tutta in fermento e pronta a sostenere un imprenditore giovane, preparato e di qualità alla massima carica torinese. Sarebbe la prima volta che un agente immobiliare, leader del più grande gruppo europeo di agenzie immobiliari , gareggia per lo scranno di Sindaco sostenuto a 360 gradi dalla società civile, dal mondo dell’impresa, del sindacato e dell’associazionismo. Forza Antonio! ANAMA è con Te.

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La categoria si è liberata del sadico da tempo!

Scritto da Redazione il gennaio - 17 - 2011

Dopo la pubblicazione dell’articolo sul “sadico di Bari” abbiamo ricevuto in redazione la conferma che ancora nel 2005 (anno di uscita del video di Striscia la Notizia sull’agente immobiliare barese) il soggetto è stato espulso dal sodalizio di appartenenza. In pratica l’agente immobiliare, maniaco e sadico, non è più iscritto all’associazione di categoria per indegnità. La categoria è grata a chi ha saputo estraniare dal mercato un soggetto … poco raccomandabile! Ma che lavoro farà ora il sadico? Chi avesse notizie è pregato di farcelo sapere. Sarà nostra cura informare la rete delle novità.

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E … il sadico di Bari è ancora in attività?

Scritto da Redazione il gennaio - 16 - 2011

Su Striscia la Notizia (di domenica 16 gennaio 2011 ore 21) condotta da Moreno Morello e Capitan Ventosa è andato in onda un vecchio servizio su un datore di lavoro che in sede di colloquio di assunzione si è spinto molto avanti con le avance. E se di norma si vedono questi maniaci sessuali che, approfittando della posizione di vantaggio, chiedono prestazioni particolari in questo caso il “gentleman” ammettendo di essere … un pò sadico avvertiva la candidata segretaria di ciò che avrebbe potuto farle. Il soggetto in questione è di Bari, come ha evidenziato il servizio televisivo, ma cosa più grave è scoprire che si tratta di un agente immobiliare, iscritto ad una nota associazione di categoria. Ciò viene evidenziato dalle telecamere di Mediaset che inquadrano sullo sfondo l’attestato di appartenenza. Siamo comunque i primi a ribadire che ciò è puramente casuale e non vanno confuse le due realtà ma di certo una cosa vorremmo sapere: questa associazione ha provveduto ad allontanare questo soggetto dai suoi iscritti? Non si può dire che sia un collega di cui fidarsi vero?  Noi della categoria lo pretendiamo perché questi abusi non si ripetano in futuro. Agenti immobiliari come questo “signore”  screditando indirettamente la professione di agente immobiliare e chi fa seriamente questo lavoro da anni, con dipendenti e collaboratori a fianco (per vedere il servizio dal titolo “La promessa del sadico” ecco il link che al minuto 31:35 riporta il video in questione http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoflv.shtml?2011_01_dome16gen11.flv )

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Gli agenti immobiliari francesi meglio degli italiani

Scritto da Redazione il gennaio - 8 - 2011

E’ interessante e curioso registrare come in Francia le case si vendano di media in soli 3 giorni, quando in Italia ne servono almeno 180. Strano che ciò avvenga in un Paese dove l’agente immobiliare è un mandatario, pagato solo da chi vende e al 7% di provvigione. Ma in Francia i clienti non sono tutelati come in Italia? Il servizio che ricevono i francesi, non essendo dato da un agente terzo (mediatore puro), ma da un professionista che opera su incarico di una parte, non è all’altezza delle aspettative? Mah! Sarà pur vero ma il mercato, che è inesorabile, risponde alla grande oltralpe velocizzando le transazioni a tal punto che in soli 3 giorni si giunge alle conclusioni. Non è forse che l’agente immobiliare francese goda di maggior credibilità dell’agente italiano? Non è forse che lo stretto rapporto tra l’agente immobiliare ed il notaio infonda nel cliente il convincimento di “essere in buone mani”? Sì! La verità è proprio questa: gli agenti francesi, carichi di responsabilità previste dalla legge vigente, godono di credibilità indiscussa. E pensare che non devono sostenere alcun esame ma hanno l’onere di possedere la tessera professionale rilasciata dalla Prefettura, di costituire una cauzione “in denaro” a garanzia dei danni causati con la propria attività e delle eventuali somme ricevute a deposito oltre alla poilizza assicutrativa. Ed inoltre rientra tra gli obblighi di legge mettere per iscritto ogni incarico, ogni convenzione ed ogni accordo che nasca in conseguenza della loro attività. E in piena crisi immobiliare la categoria francese riesce a far registrare performace nelle vendite di tutto rispetto, con l’utilizzo dell’agente immobiliare da parte del mercato che sfiora l’80% dei casi. Ma allora come mai in Italia le compravendite vedono solamente la presenza dell’agente immobiliare nel 45% degli atti? Come mai il mercato italiano ha poca fiducia dei “blasonati agenti nostrani”? Che ci sia bisogno di fare un serio esame di coscienza non vi sono dubbi. Non è sufficiente riempirsi la bocca di termini come “lotta all’abiusivismo” o “laurea agli agenti immobiliari” quando il mercato ti valuta come un soggetto da … non utilizzare! E la colpa di tutto questo di chi è? Di certo degli attuali operatori che devono cospargersi la testa di cenere, fare un passo indietro e dare spazio alle giovani leve, alle nuove norme, alle novità che vengono dall’Europa dove il mercato, nonostante la crisi, è effervescente, attivo e in pieno sviluppo. E la presenza degli agenti immobiliari non è a mala pena sopportata ma auspicata. Intanto in Francia i prezzi delle case aumentano dell’8,7% così come riportato dai dati pubblicati dalla Camera dei Notai francesi, che riferisce come “… un qualsiasi appartamento in questo momento a Parigi si vende anche in tre ore, di qualsiasi superficie e al valore stabilito nella giornata”. I budget poi di riferimento variano dai 150 ai 250 mila euro e riguardano in larga parte mono o bilocali a Parigi, riferisce Catherine Catenacci, presidente della Federazione francese dei procacciatori immobiliari (Ccff).

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Il 2011 deve essere l’anno del Praticantato

Scritto da Redazione il gennaio - 6 - 2011

Il 2011 deve impegnare ANAMA nel varo del praticantato. Questo è l’imperativo al quale i dirigenti dell’associazione devono rapportarsi. Il presidente Paolo Bellini unitamente ai suoi vice si è già mosso presso le sedi ministeriali di riferimento trovando grande attenzione e condivisione degli obiettivi. Infatti la volontà di ANAMA è quella di favorire l’accesso alla professione da parte delle giovani leve, opportunamente formate e preparate ad affrontare il mercato dell’intermediazione. E quale miglior scuola ci può essere a confronto della pratica di un anno presso un agenzia immobiliare abbinata ad un corso teorico e a tanta attività? Non vi è paragone tra i cultori dei corsi e dell’esame al confronto della “gavetta” da farsi sul campo, rappresentata appunto dalla pratica professionale. E allora avanti tutta! Verso il praticantato quale strada alternativa all’attuale percorso che prevede il corso di formazione e l’esame in Camera di Commercio ( Nella Foto: Paolo Bellini tra Antonio Pasca e Renato Maffey).

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Le società Immobiliari in Borsa nel 2010 : un disastro!

Scritto da Redazione il gennaio - 6 - 2011

Le performance delle società immobiliari italiane blasonate e quotate in Borsa registrano una debacle storica e solo una chiude l’anno con un bilancio positivo. Si tratta di Beni Stabili che con il + 10,57% si dimostra l’eccezione che conferma una regola: l’immobiliare in Italia è in piena crisi. Infatti i 10 titoli del real estate nazionale hanno in generale registrato bilanci in rosso.

Riportiamo di seguito la classifica “negativa” che vede al primo posto la Gabetti, peggiore in assoluto con il suo – 49,62% e per la quale è previsto un aumento di capitale, già deliberato, di 25 milioni di euro che pare sia insufficiente per mettere a posto i conti e la società. Ricordiamo che in Gabetti sono soci, tra gli altri, Giovanni ed Elio Gabetti e la Marcegaglia Spa. E che di recente la società ha riorganizzato la rete delle agenzie immobiliari, lanciando il rinnovato franchising Gabetti sotto l’egida della Tree Real Estate con in testa Umberto Botti, già fondatore di Professionecasa e Rexfin, affiancato da Grimaldi e da Bruno Vettore, già Tecnocasa e Pirelli Re. A guidare la Gabetti Property Solution Spa c’è Ugo Giordano, proveniente da Gaiana Spa che dovrà prendere decisioni drastiche per riportare la società sulla via della risalita verso l’attivo di bilancio. Altra situazione “in crisi” è quella di Uni Land conosciuta nel settore delle reti in franchising per aver sostenuto e lanciato la rete in franchising UNIRE, presieduta da Luigi Sarzano. Anche la Pirelli Re oggi Prelios guidata dl duo Malfatto – Bottelli registra una perdita di bilancio del 12,46% con una rete in franchising in subbuglio per il cambio del marchio. Ecco di seguito, la classifica:

1 – Beni Stabili + 10,57% l’unica immobiliare in positivo; (socio di controllo Foncière des Regions francese ) A.D. Aldo Mazzocco

2 – Gabetti Property Solutions – 49,62%

3 – Risanamento – 47,30% (con l’area di Santa Giulia dove ha sede Sky Tv Italia ancora sotto sequestro);

4 – Uni Land – 43,12% (titolo sospeso da parte della Consob della collegata House Building);

5 – Bastogi (famiglia Cabassi) -30,83%

6 – Prelios (ex Pirelli Re) -12,46%

7 – Compagnia Immobiliare Azionaria -11,97%

8 – Aedes -8,70% (con il gruppo Amenduni delle Acciaierie Valbruna)

9 – IGD – Immobiliare Grande Distribuzione -6,96%

10 – Industria e Innovazione -0,42%.

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Il decreto “mille proroghe” approvato dal Consiglio dei Ministri del 22 dicembre scorso, ha deciso un pò di respiro in più ai contribuenti ponendo il termine per la regolarizzazione al 31 marzo prossimo.  Tutti coloro quindi che devono regolarizzare gli immobili hanno ancora tre mesi di tempo per incaricare un tecnico e sistemare ogni cosa. Infatti, non tutto il patrimonio italiano è conosciuto all’Ufficio Tecnico Erariale (U.T.E.), e pare che oltre un milione e mezzo di case non siano per nulla accatastate. L’Agenzia del Territorio, negli ultimi 24 mesi, ha svolto un’attività di intelligence mediante la rilevazione dell’intero territorio nazionale utilizzando le nuove tecnologie, come la foto rilevazione satellitare e la sovrapposizione tra fotografie aeree e mappe catastali, per scovare le anomalie edilizie presenti sul territorio. Ecco perché la materia è seria e l’invito che viene fatto da ogni parte è quello di provvedere alla regolarizzazione per evitare sanzioni gravose.

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