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Gli agenti immobiliari francesi meglio degli italiani

sabato 8 gennaio , 2011

E’ interessante e curioso registrare come in Francia le case si vendano di media in soli 3 giorni, quando in Italia ne servono almeno 180. Strano che ciò avvenga in un Paese dove l’agente immobiliare è un mandatario, pagato solo da chi vende e al 7% di provvigione. Ma in Francia i clienti non sono tutelati come in Italia? Il servizio che ricevono i francesi, non essendo dato da un agente terzo (mediatore puro), ma da un professionista che opera su incarico di una parte, non è all’altezza delle aspettative? Mah! Sarà pur vero ma il mercato, che è inesorabile, risponde alla grande oltralpe velocizzando le transazioni a tal punto che in soli 3 giorni si giunge alle conclusioni. Non è forse che l’agente immobiliare francese goda di maggior credibilità dell’agente italiano? Non è forse che lo stretto rapporto tra l’agente immobiliare ed il notaio infonda nel cliente il convincimento di “essere in buone mani”? Sì! La verità è proprio questa: gli agenti francesi, carichi di responsabilità previste dalla legge vigente, godono di credibilità indiscussa. E pensare che non devono sostenere alcun esame ma hanno l’onere di possedere la tessera professionale rilasciata dalla Prefettura, di costituire una cauzione “in denaro” a garanzia dei danni causati con la propria attività e delle eventuali somme ricevute a deposito oltre alla poilizza assicutrativa. Ed inoltre rientra tra gli obblighi di legge mettere per iscritto ogni incarico, ogni convenzione ed ogni accordo che nasca in conseguenza della loro attività. E in piena crisi immobiliare la categoria francese riesce a far registrare performace nelle vendite di tutto rispetto, con l’utilizzo dell’agente immobiliare da parte del mercato che sfiora l’80% dei casi. Ma allora come mai in Italia le compravendite vedono solamente la presenza dell’agente immobiliare nel 45% degli atti? Come mai il mercato italiano ha poca fiducia dei “blasonati agenti nostrani”? Che ci sia bisogno di fare un serio esame di coscienza non vi sono dubbi. Non è sufficiente riempirsi la bocca di termini come “lotta all’abiusivismo” o “laurea agli agenti immobiliari” quando il mercato ti valuta come un soggetto da … non utilizzare! E la colpa di tutto questo di chi è? Di certo degli attuali operatori che devono cospargersi la testa di cenere, fare un passo indietro e dare spazio alle giovani leve, alle nuove norme, alle novità che vengono dall’Europa dove il mercato, nonostante la crisi, è effervescente, attivo e in pieno sviluppo. E la presenza degli agenti immobiliari non è a mala pena sopportata ma auspicata. Intanto in Francia i prezzi delle case aumentano dell’8,7% così come riportato dai dati pubblicati dalla Camera dei Notai francesi, che riferisce come “… un qualsiasi appartamento in questo momento a Parigi si vende anche in tre ore, di qualsiasi superficie e al valore stabilito nella giornata”. I budget poi di riferimento variano dai 150 ai 250 mila euro e riguardano in larga parte mono o bilocali a Parigi, riferisce Catherine Catenacci, presidente della Federazione francese dei procacciatori immobiliari (Ccff).

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4 commenti

  1. Io credo che la materia sia molto complessa, quindi richiederebbe un’analisi approfondita. Dovrebbero partecipare, a questo studio, coloro che operano sul territorio da più anni. Non mi riferisco ai grandi nomi del franchising ma, a coloro i quali, con un loro marchio o no, operano sul territorio con esperienza diretta. Ad ogni buon conto, volendo andare con l’accetta, credo che in questo momento il mercato italiano abbia qualche incertezza soprattutto per il fatto che i giovani non hanno un lavoro, se lo hanno è incerto, e quelli che ne hanno uno, se non hanno almeno 60/70.000 € in contanti non possono acquistare nulla, visto che le banche, di mutuo, danno al massimo l’80% del valore dell’immobile. Questo genera una reazione a catena: i giovani non acquistano i monolocali o i bilocali, i proprietari di quest’ultimi, non vendendo non possono acquistare i trilocali e così via. Risultato di tutto ciò è quello che vediamo in questi mesi. Per quanto riguarda invece il ruolo dell’agente immobiliare, credo che sia un problema di cultura. Da noi infatti, è luogo comune che, dell’agente immobiliare, se puoi, ne devi fare assolutamente a meno. A questo si rimedia, a mio avviso: 1) con maggiore professionalità (conoscenze tecniche e normative); 2) maggiore serietà (cosa che nel settore non sempre è presente, soprattutto tra quegli agenti, che io definisco d’assalto, spesso inquadrati nei grandi nomi); 3) se gli agenti e le agenzie immobiliari riescono ad ottenere da qualche governo un riconoscimento ufficiale quali fornitori di alcuni servizi specifici. Non voglio sperare in una norma che obblighi a passare da un intermediario per una qualunque compravendita immobiliare, naturalmente con maggiori responsabilità da parte di quest’ultimo, ma almeno in una norma che consenta di rilasciare, oltre alle attuali visure catastali, certificati energetici, e che ne so io qualche “bollino particolare” che tuteli le parti interessate nella compravendita.

  2. “intanto in Francia i prezzi delle case aumentano dell’8,7% “?????????
    Spero che ciò non avvenga in Italia.
    Nel 2001 il cambio lira/euro è stato 1 a 1 e non 2 a 1(purtroppo anche in altri settori merceologici) ciò ha portato ad un aumento del 100% dei prezzi delle case.
    Sarebbe ora di reintrodurre l’istututo case popolari ed abolire una categoria che tiene alti i prezzi toglindo del denaro che potrebbe essere investito per far ripartire l’economia.

  3. Cara Elisa il comunismo/socialismo è visto molto male nel mondo.
    Credo sia sbagliato scaricare la sua rabbia sugli altri, non crede?

  4. Carissimo Simone, cosa c’entra la politica o il sistema di governo? Comunisti, socialisti … chi i Francesi di Sarkozy? Di fatto vi è che in Francia gli agenti immobiliari godono di una buona fama, sono riconosciuti dei professionisti e addirittura (quasi) indispensabili nella compravendita immobiliare. E guarda caso in francia il mercato è in ripresa, i tempi di vendita ridotti e in aumento il numero delle compravendite.

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