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Brescia : annunci immobiliari “vincolati” frenano il mercato

sabato 26 marzo , 2011

Lettera aperta del Provinciale Anama di Brescia in merito al recente obbligo di dichiarare la clase energetica dell’edificio e la preoccupazione dell’impatto che detta norma può avere sul mercato immobiliare lombardo. La Redazione

Spett.le Presidente Bellini

La presidenza ANAMA Brescia si sta interrogando con preoccupazione in merito alla recente legge Regionale 21 febbraio 2011 n. 3 (Regione Lombardia), là dove viene stabilito che sia obbligatoria “la dichiarazione della classe e dell’indice di prestazione energetica dell’edificio o della singola unità abitativa in tutti gli annunci commerciali finalizzati alla relativa vendita o anche locazione”.

I motivi di perplessità sono molti perché a nostro avviso la Regione non può impedire a priori la diffusione pubblicitaria e, in stretta conseguenza, la negoziazione finalizzata alla compravendita o locazione di un immobile, solo perché non ancora dotato di Attestato di Certificazione Energetica (ACE).

1. In primo luogo il costo del documento: se può essere accettata la disposizione che impone al momento del rogito, o alla registrazione del contratto di locazione, di allegare il certificato in oggetto in relazione al guadagno effettivamente realizzato con la vendita o locazione, non è tuttavia accettabile l’ imposizione preventiva di un esborso ai consumatori, in previsione di possibili futuri introiti.

2. In alcuni casi ACE non è richiesto: ad esempio come si legge nel sito del CENED, “Se l’edificio è privo dell’impianto termico o di uno dei suoi sottosistemi necessari alla climatizzazione invernale, non è richiesto l’ACE”.

Cosa deve fare allora il proprietario o il mediatore che mette in vendita l’immobile?

3. Possono esserci dei casi (pure minoritari) in cui non è possibile produrre l’ACE; penso ad esempio ad immobili completamente da ristrutturare e che vengono messi in vendita nello stato in cui si trovano.

In tali casi la produzione dell’ACE non avrebbe senso perché al termine dei lavori dovrebbe esserne prodotto uno nuovo che attesti la nuova classe energetica acquisita in virtù degli interventi effettuati.

4. Non valga la considerazione che è la direttiva 2010/31 UE a imporre l’esposizione dell’ACE negli annunci commerciali: l’art. 12 della direttiva in esame, al punto 4 recita infatti che “l’indicatore di prestazione energetica che figura nell’attestato di prestazione energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare […] sia riportato in tutti gli annunci dei mezzi di comunicazione commerciali l’obbligo in esame si applichi a:

· edifici aventi un attestato di prestazione energetica,

· unità immobiliari in edifici aventi un attestato di prestazione energetica,

· unità immobiliari aventi un attestato di prestazione energetica.

Possiamo essere d’accordo che nel caso di edifici già dotati di ACE viga l’obbligo di indicare nell’annuncio la classe e l’indice di prestazione energetica.

Non siamo assolutamente d’accordo che nei casi in cui l’edificio ne sia ancora sprovvisto ne venga impedita la pubblicizzazione mediante annuncio commerciale. Ciò ci pare tanto più grave quanto è un dato accertato quello della dilatazione dei tempi di vendita, e riteniamo che l’imposizione in oggetto costituisca oggi un ulteriore ostacolo ad una ripresa del mercato immobiliare che, lo ricordiamo, ha avuto nel 2010 una contrazione di c.ca il 30% nelle contrattazioni. Con la presente e-mail chiediamo pertanto qual è la posizione in tal senso della presidenza Nazionale ANAMA, su un tema che potrà a nostro avviso avere rilevanti influssi sul mercato.

Aspettando cordiale riscontro porgiamo cordiali saluti

Marcello Plati- ANAMA – Confesercenti Provinciale di Brescia

 

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