La notizia del giorno,Paolo Bellini

ACE e annunci pubblicitari immobiliari in Lombardia

domenica 27 marzo , 2011

Ecco puntuale la risposta del presidente nazionale Paolo Bellini al “grido d’allarme” lanciato dagli iscritti di BRESCIA che lamentano una forte penalizzazione dell’attività e del mercato, nel caso in cui non si ponga rimedio alla norma regionale della Lombardia che impone la preventiva indicazione della classe e dell’indice di prestazione energetica degli immobili in vendita o in locazione. La Redazione

Cari Colleghi,
non vi è dubbio che la Regione Lombardia sta cavalcando l’onda dell’efficientismo e della modernizzazione con assoluto zelo e dedizione ma troppo frettolosamente a tal punto che alcuni provvedimenti risultano più frutto di sollecitazioni “delle categorie interessate” che del bene collettivo.
Ci riferiamo alla norma sull’obbligatorietà dell’inserimento negli annunci pubblicitari “della dichiarazione della classe e dell’indice di prestazione energetica” (L.R. 21 febbraio 2011 n. 3) .
Questo provvedimento rende, di fatto, obbligatoria la preventiva predisposizione dell’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) da parte dei proprietari di case, imponendo oneri e prestazioni fuori luogo in un momento di grave crisi del settore, considerato il fatto che il risultato, a cui punta la norma, lo si può raggiungere egualmente anche se il dato richiesto lo si fornisce  in sede di rogito notarile o di registrazione del contratto di locazione. Infatti se l’obiettivo di fondo è quello di far emergere “la questione energetica” dei palazzi italiani, dotandoli di uno strumento che ne codifica la loro “qualità energetica”, non capiamo come detto obbligo possa nascere ancor prima che si determinino le condizioni contrattuali obbligatorie, come la compravendita o la locazione.
Nel caso della norma lombarda viene penalizzata “la sola intenzione” a vendere o a locare un immobile, posto che per pubblicizzare questa intenzione si debba per legge indicare gli estremi dell’ACE.Come a dire che per mettere in vendita un automobile, su una qualsiasi rivista cartacea e interattiva, diventa obbligatorio indicare gli estremi del bollino blu se non addirittura dell’assicurazione. Con ciò non vogliamo dire che queste incombenze non debbano essere onorate ma le si effettueranno, con controlli e verifiche, all’atto del passaggio di proprietà. Non certo … nella fase di ricerca del cliente!
Ma allora perché anche con le case non possiamo stabilire l’obbligo delle indicazioni energetiche all’atto notarile? Cosa cambia nei confronti dell’obiettivo normativo?
Nulla! Cambia invece per quanto riguarda la commercializzazione e l’azione di vendita che i proprietari e le agenzie immobiliari devono porre in essere per trovare gli acquirenti o i conduttori degli immobili. Sono troppe le situazioni che potremmo riferire per far capire come vi sia “un distacco reale” tra l’esigenza della norma (interpretazione regionale) e quelle del mercato. Anche se il punto d’incontro tra le varie esigenze c’è ed è chiaro: è l’atto pubblico di trasferimento della proprietà il momento principe per richiedere le attestazioni.
E’ al momento della vendita che l’ACE deve essere presentato, così come ogni altra documentazione. E a poco valgono le ragioni di chi trova nella valorizzazione del bene, determinato dalla classe di appartenenza, il vero motivo della preventiva indicazione della qualità costruttiva convinti come siamo, invece, che sia (molto probabilmente) la forza delle lobby degli enti di certificazione ad aver giocato un ruolo fondamentale nel guidare “la mano del legislatore regionale”.
L’ANAMA, quindi, è contraria alla norma che vede “incriminati” gli annunci pubblicitari che non riportino gli estremi energetici degli immobili perché iniqua e fuori luogo, penalizzante per il mercato e le categorie professionali interessate. L’obiettivo previsto dalla norma europea, recepita dall’ordinamento nazionale, lo si raggiunge comunque: per esempio ribadendo la nullità dell’atto di trasferimento immobiliare in assenza dell’ACE.
Così facendo si va incontro alle esigenze energetiche e anche a quelle … dei certificatori.
A questo proposito e per valutare attentamente le norme regionali della Lombardia, che coinvolgono la categoria professionale ed il mercato immobiliare, abbiamo chiesto la convocazione del regionale ANAMA – CONFESERCENTI, che a breve si riunirà nella sede di Milano, per fare il punto della situazione e decidere le azioni sindacali da intraprendere in difesa della nostra attività e della categoria.

Paolo Bellini – Presidente Nazionale A.N.A.M.A.

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2 commenti

  1. Noi di globocase siamo in sintonia con quanto dichiarato dal presidente Bellini. Infatti, non riteniamo giusto dover caricare un venditore di costi aggiuntivi ancor prima di aver effettuato il rogito o comunque prima del compromesso. Di fatto, vorrebbe dire porre ancora un blocco alla ripresa del mercato immobiliare che ha bisogno di incentivi e non di nuove tasse per poter ripartire. Di fatto, si potrebbe obiettare dicendo: “beh i soldi comunque rientreranno dalla vendita”. Ma se l’immobile non si riece a vendere? Non dimentichioamoci che la forbice tra il prezzo di vendita e quello di acquisto, in questo periodo di crisi, è spesso ampia, troppo ampia , a tal punto che il venditore dopo qualche mese toglie dal mercato l’immobile in quanto il prezzo di vendita che si riuscirebbe a strappare attualmente non riesce a raggiungere, almeno, l’equivalente dell’esborso che è stato necessario per acquistare l’immobile qualche anno addietro (condizione verificata, di norma, per acquisti immobiliari effettuati 2005 ad oggi.)

  2. Carissimi di Globalcasa,
    si capisce dalle vostre argomentazioni che … siete sul campo tutti i giorni! Infatti solo coloro che stringono i denti e operano per acquisire immobili e proporli sul mercato della compravendita sanno quanto sia penoso dover parlare di balzelli, spese, tasse, prestazioni tecniche e quant’altro per “mettere a norma la casa” da vendere. ed il più delle volte si parla di case a posto, abitabili, commerciabili che però devono subire aggravi di spesa … ancor prima di una proposta d’acquisyto o di un accordo con gli acquirenti (seppur condizionato).
    Meglio sarebbe (appunto) che l’ACE, per esempio, venisse reso obbligatorio solo quando vi è un accordo di compravendita: allora sì che ha ragione d’esistere! Ma prima ancora di “parlare” di vendere qui (in Lombardia) bisogna fare l’ACE? Ma allora chi ci guadagna? L’ambiente o qualcun altro?

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