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Meno vendite e più affitti di case

lunedì 18 aprile , 2011

Che brutto momento che stiamo vivendo! Le vendite di case sono ridotte “al lumicino” e gli affitti sono l’unica ancora di salvezza di chi vuole sposarsi. Infatti per prendere in locazione un appartamento non servono garanzie particolari, ma basta che i conduttori siano graditi alla proprietà. Invece per accendere un mutuo ti viene fatta la radiografia di te stesso, della tua vita e di quella dei tuoi familiari. A poco valgono le raccomandazioni della politica e del Governo verso le Banche: queste con la scusa di Basilea 2, del rigore della Banca d’Italia e della crisi del mercato non erogano più come un tempo. E chi non ha un contratto a tempo indeterminato, con un secondo stipendio da mettere sul tavolo e magari garanti i genitori il mutuo “se lo sogna! E allora è bene sapere cosa si va incontro nel prendere in locazione un appartamento.

Per prima cosa va detto che il canone di locazione può essere stabilito liberamente, se si adotta un contratto libero, ciò con una durata di 4 anni rinnovabile di altri quattro. Se invece il proprietario è disponibile al contratto concordato, cioè di 3 anni più 2 di rinnovo, i patti e le linee guida del contratto vengono stabilite da accordi locali tra associazioni dei proprietari e degli inquilini. In questo caso il canone è fissato appunto secondo dei parametri prestabiliti. Questo lo stabilisce la legge 431 del 1998 che ha innovato la materia, ferma alla legge sull’equo canone del 1978, inserendo delle agevolazioni sia per i proprietari che per gli inquilini (vedi tabella allegata).

Poi per legge è prevista una cauzione, di massimo tre mensilità, che il conduttore deve versare nelle mani del proprietario. Questa somma, versata a garanzia degli eventuali danni che il conduttore potrebbe arrecare al bene “affittato”, frutta ogni anno gli interessi legali e non potrà mai essere imputata in conto canoni di locazione. Altro passaggio importante è il versamento del canone anticipato, cioè che alla firma del contratto va versato subito il primo mese. I successivi si pagheranno entro il 5 del mese, a partire dal secondo.

Il contratto di locazione (non è corretto parlare di affitto per una appartamento in quanto il codice riserva tale parola ai contratti di terreno agricolo) va registrato con oneri a carico di ciascuna parte dell’1% sull’ammontare del canone annuo. Mentre i bolli, per i contratti stessi, restano a carico del solo conduttore. Con l’avvento della Cedolare secca (di cui abbiamo parlato martedì scorso) se il proprietario adotta questo regime fiscale il vantaggio delle parti sta anche nel non dover pagare l’imposta di registro e nemmeno i bolli.

Va ricordato che all’inquilino spettano le opere di ordinaria manutenzione mentre quelle di straordinaria restano ad appannaggio del proprietario.

Per chi abita in condominio è bene sapere che le spese condominiali gravano anche sul conduttore, per la parte di sua pertinenza e che può partecipare alle assemblee condominiali, se delegato.

 

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