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Pietro Del Vaglio architetto con l’arte dentro!

domenica 15 maggio , 2011

L’Architetto Pietro Del Vaglio è un associato I.R.A. – Italian Russian Association e fine progettista. E’ tra i più accreditati professionisti del network immobiliare, pronto per “spiccare il volo” nei Paesi dell’Est ed in particolare in Russia. Le sue referenze e le attività svolte nel campo del design e dell’architettura ne fanno un punto ndi riferimento per chi desidera affidarsi a mani esperte nella realizzazione dell’ambiente ideale ove vivere. Eccoci quindi a proporre la sintesi di varie dichiarazioni e di referenze esperesse da autorevoli critici d’arte in relazione alle opere di Pietro Del Vaglio. La Redazione

Il critico d’arte Achille Bonito Oliva, presentando a Milano (Residenza San Damiano) una collezione di oggetti di design realizzati dall’ arch. Del Vaglio ha detto: ….nel caso di Pietro Del Vaglio ci troviamo non di fronte ad oggetti di arredamento, ma a della sculture. Del Vaglio appartiene ad un’altra generazione rispetto alla mia, è molto più giovane, e può darsi che lui ha capito una cosa, che la nuova società la si sostiene, producendo in scala degli oggetti.

….il soggetto, l’uomo, parla, emette dei suoni; l’oggetto non parla, al massimo nei suoi miracoli produce movimento, un movimento silenzioso. Perciò in fondo parole e silenzio coesistono in questi oggetti, e ci permettono di avere una vita più armoniosa!

Riccardo Bianchi, critico e storico d’arte, giornalista della rivista AD (Architectural Digest) ha scritto: …a poco a poco però, l’interesse per il design di produzione si attenua, e parallelamente cresce la voglia di misurarsi con temi più complessi ed articolati, e insieme più individuali. E’ il momento dell’interior design e dell’architettura d’interni.

Spiega Pietro Del Vaglio:

Nel progettare l’interno della casa si entra in contatto diretto con il vissuto di chi lo abiterà, con i suoi sogni, i desideri, le esigenze. Il lavoro dell’interior designer è soprattutto questione di parlare e di ascoltare, di capire e di intuire“. Le richieste del committente diventano dunque centrali nella progettualità di Pietro Del Vaglio. Tracciano il territorio decorativo e funzionale, in cui può e deve muoversi e i confini entro cui contenere l’immaginazione. “Ovviamente” dice, “vanno discusse, limate, equilibrate. Il progettista, secondo l’architetto, non deve esserne succube, occorre che le elabori, che le interpreti, che le traduca in un tema decorativo unitario. Il suo colloquio con il cliente, afferma Del Vaglio,  è una sorta di ‘contesa’ politica alla ricerca di un compromesso che soddisfi le necessità dell’uno e l’orgoglio creativo dell’altro. “In questa prospettiva , le residenze, gli alberghi, i ristoranti,gli spazi commerciali di Pietro Del Vaglio, si propongono come testi psicologici, emblematici di tanti diversi tipi caratteriali, ricondotti però ad un solo linguaggio. Espressioni di un concetto, non di uno stile. In qualche caso è il gusto per la memoria a farsi dominante dell’intervento,in altri casi l’attenzione va al colore oppure si punta a suscitare emozione distillando cesure e distorsioni, contrapposizioni e giustapposizioni cromatiche, o volumetriche sempre tuttavia armonizzate da qualche elemento oppure creando paesaggi architettonici all’interno dello spazio.

Pietro Del Vaglio si muove con disinvoltura in questa eterogeneità di ispirazione. Se il suo metodo è maieutico, se la sua sintassi è paratattica, la sua lingua progettuale è l’eclettismo. Capace di dare un senso alle situazioni più differenti.

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