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Per i lombardi un corso di 220 ore per accedere all’esame

domenica 22 maggio , 2011

La Lombardia è una Regione ricca,virtuosa e piena di talenti. Nel campo immobiliare è tra le più attive nell’adottare norme e regolamenti a tutela dell’ambiente, della pianificazione territoriale e delle professioni. Ha anche un primato: quello delle imprese che si aprono ed investono nel territorio per creare benessere, posti di lavoro, economia. Oggi, però, registriamo un “irrigidimento” dell’Ente nei confronti degli intermediari immobiliari che, per poter ottenere la Qualifica professionale, devono possedere requisiti e formazione doppie (se non triple) rispetto al resto del Paese. Ci riferiamo ai Corsi di Formazione per accedere all’esame di agente immobiliare in Camera di Commercio.  Se in quasi tutta Italia le ore minime previste oscillano tra le 80 e le 120 in Lombardia si è passati a 220 ore. Con una discrasia normativa, visto che i corsi di formazione si possono frequentare in qualsiasi ente di formazione autorizzato dalle regioni, mentre l’esame si è costretti a sostenerlo nella Camera di Commercio di residenza. La delibera della Giunta regionale Lombardia 1 dicembre 2010, n. 9/887  “Approvazione degli standard professionali e formativi delle figure abilitanti nel settore commercio” definisce le materie aggiuntive che la nuova versione dei corsi impone come (tra l’altro) : il customer care, le tecniche di definizione del pricing, il marketing, la comunicazione verbale e non verbale, le tecniche di ascolto attivo, le convenzioni con gli istituti di credito. Tutte materie autorevoli ma che, secondo noi, risultano più come una forzatura verso le nuove leve che, in questo modo, “attendono” il loro turno prima di entrare a pieno titolo sul mercato. Sì! Perché se per il consumatore è importantissimo che l’agente immobiliare sia un fine conoscitore della trattativa commerciale, delle norme fiscali, dei contratti, delle clausole, degli atti notarili e dei prezzi medi di mercato non sarà facile far capire come in Lombardia conti di più il customer care rispetto alla conoscenza dell’imposizione fiscale o del calcolo della superficie commerciale di un immobile. E magari come si farà a spiegare al mediatore del credito che per diventare agenti immobiliari in Lombardia bisogna imparare la sua materia, quando oggi con le nuove norme europee le due professioni sono ben distinte. E i giovani imprenditori che intendono avviarsi alla professione di agente immobiliare come faranno a concepire la diseguaglianza tra chi opera in Lombardia e chi nelle altre regioni? Non vorremmo mai che la mano del legislatore regionale fosse stata influenzata non da chi pretende massima competenza e professionalità degli operatori ma dalle scuole e dagli enti di formazione, che in questo modo hanno già aumentato le quote di iscrizione visto l’aumento esponenziale delle ore di frequenza. Impresa in un giorno! Si gridava qualche anno fa, proprio per fronteggiare la crisi e abbattere il muro burocratico che da sempre attanaglia il sistema impresa in Italia. E in Lombardia per tutta risposta cosa fanno? Filtrano, vietano, bloccano nuove iniziative nel settore con uno “strumento nobile”: 220 ore di aule, 220 ore di vita da dedicare ai banchi di scuola, magari togliendo tempo al lavoro attuale, alla famiglia, alla professione. In questo modo non si favorisce il ricambio generazionale e nemmeno si garantisce il consumatore di trovarsi “in buone mani”. L’unica vera garanzia è la conoscenza del Mercato che ogni agente immobiliare deve possedere, vivendo l’attività, a fianco di un agente esperto, frequentando le agenzie, a stretto rapporto con i titolari, i tecnici, i notai e le banche. Solo con l’esperienza fatta sul campo e il continua aggiornamento normativo si può ammettere di essere di fronte ad un professionista immobiliare vero. Ecco perché Anama punta al praticantato e alla formazione dei giovani professionisti da farsi in un anno di pratica professionale, al termine della quale si accede alla Qualifica Professionale senza esami ma con la sola verifica dell’espletamento del periodo di affiancamento, unico vero strumento di formazione dei nuovi agenti del futuro. E poi cosa dire al corsista calabrese (dove i corsi sono di 80 ore così come previsto dalla legge quadro in materia) che per motivi di famiglia si trasferisce in Lombardia? Lo si consiglia di restare residente in Calabria, il tempo utile per sostenere l’esame presso la Camera di Commercio locale e di ottenere così il patentino di agente immobiliare, che lo abilita alla professione in tutta Italia. E il gioco è fatto!

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