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Il mediatore anche nelle cause civili: soprattutto per evitarle!

martedì 1 novembre , 2011

La riforma del processo civile, si attua con il decreto legislativo 4 marzo 2010 n.28 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.53) a celebrare, così, la Riforma del Processo Civile (l. 69/2009) che si caratterizza per aver introdotto un nuovo istituto, la mediazione civile e commerciale, come strumento per giungere alla conciliazione.

Obbligo alla mediazione civile

Da marzo 2011 la mediazione deve essere esperita, a pena di improcedibilità, nei casi di controversie relative a: diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, contratti assicurativi, bancari e finanziari, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità. Questo vuol dire che se una parte si rivolge ad un avvocato per “fare causa” questi è tenuto innanzitutto ad informarla che bisogna tentare la mediazione, prima di ogni altra azione legale. E da marzo del prossimo anno si aggiungono anche le questioni legate al condominio e alla RC auto.

Il Mediatore Civile: una figura di riferimento

Non vi è dubbio che il cambiamento normativo, porta in uge una nuova figura professionale: il Mediatore Civile, che rappresenta una professionalità altamente specializzata, con obblighi di imparzialità, competenza e neutralità. Il Mediatore Civile dovrà essere in grado di gestire efficacemente il contenzioso attraverso le più moderne tecniche di negoziazione e di facilitare l’accordo tra le parti orientandole verso la soluzione ottimale.

I Titoli e gli esami

Per poter svolgere la funzione di Mediatore Civile, è richiesta una formazione specifica, a integrazione della propria preparazione professionale. Tutti i laureati in qualsiasi indirizzo (anche con laurea triennale), nonché agli iscritti a un ordine o collegio professionale (d.m. 180/2010) possono acquisire l’abilitazione di Mediatori purché frequentino un corso intensivo per mediatore civile della durata minima di 50 ore e superino l’esame finale. In questo modo si consegue il titolo di Mediatore, legalmente riconosciuto dal Ministero della Giustizia, ai sensi del nuovo Decreto Ministeriale n.180 del 18 Ottobre 2010, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.158 del 04.11.2010. Ciò permette di chiedere l’iscrizione agli Organismi di Mediazione accreditati al Ministero della Giustizia o alle strutture di Giustizia Civile operanti in Italia.

L’Organismo di Mediazione

E’ l’Ente autorizzato dal Ministero di Grazia e Giustizia, abilitato a svolgere la Mediazione, utilizzando i Mediatori Civili. E’ in pratica “il Tribunale”, pubblico o privato, al quale le parti si possono rivolgere per tentare la conciliazione, mediante l’attività di a mediazione di un esperto che ha come compito primario quello di “trovare l’accordo tra le parti”. In Italia ci sono circa 700 Organismi autorizzati in parte favoriti dagli ordini professionali, in parte voluti dalle Istituzioni come le Camere di Commercio ed infine per iniziativa di privati.

I Vantaggi della Mediazione

Bassi costi, tempi brevi e certi! Questi in sintesi le qiualità dell’istituto che fa forza sulla velocità di esame e di conclusione delle vertenze. Infatti il termine ultimo entro il quale bisogna giungere all’accordo è di quattrro mesi. E i costi, per dare inizio alla mediazione e portarla a conclusione sono chiaramente esposti dalla legge di riferimento. Ma, nella maggioranza dei casi, si tratta di qualche centinaia di euro.

Gli sbocchi professionali

Il Mediatore Civile può prestare la sua opera professionale presso: gli Enti di Conciliazione al Ministero della Giustizia; le Camere di Commercio e le Associazioni di categoria e i Sindacati. Ma anche presso le Camere di Conciliazione in ambito Bancario o presso studi professionali o nell’ambito delle Telecomunicazioni e all’interno di holding e multinazionali.

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