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ENASARCO: verifiche ispettive, regole sull’attività creditizia e incombenze.

mercoledì 7 dicembre , 2011

La “questione ENASARCO” si fa sentire nel campo dell’intermediazione e soprattutto presso le agenzie immobiliari e creditizie. ANAMA è molto attenta al fenomeno che tiene monitorato con i vertici romani dell’Ente. Ecco, comunque, di seguito un quesito di un nostro lettore che solleva un caso eclatante di ispezione e di … disorientamento imprenditoriale. Risponde il collega Antonio Ferrara, anche se l’argomento merito un più ampio dibattito e approfondimento. LA REDAZIONE

Domanda: Vi scrivo per sottoporre alla vostra attenzione e se possibile avere un vostro parere sul caso che sta coinvolgendo un’agenzia di mediazione creditizia, ma credo si stia diffondendo anche in altre realtà simili. Qualche mese fa questa agenzia e’ stata sottoposta ad una visita ispettiva da parte dell’ente di previdenza Enasarco, per accertare l’attività e il tipo di collaborazione che l’agenzia ha con i collaboratori che operano all’intendo della struttura. Sono stati richiesti solo documenti fiscali come fatture, eventuali contratti ecc ecc. Dopo circa 2 mesi e’ stato fatto un verbale di accertamento dove si evidenzia come il rapporto tra i collaboratori e l’agenzia può essere configurato come un “contrato di agenzia”, i collaboratori sono di fatto degli agenti e quindi tenuti al pagamento dei contributi Enasarco calcolati sulle fatture emesse per gli ultimi 5 anni. L’elemento essenziale del verbale e’ la continuità della fatturazione che in base all’articolo 1742 del c.c.. fa scattare il contratto di agenzia.

Risposta: Antonio Ferrara – Per poter dare una risposta esaustiva occorre verificare la forma del contratto siglato con i professionisti che hanno collaborato con l’agenzia. Detto questo, il mandato da agente prevede un’esclusiva che genera non solo i contributi ENASARCO del 6,75% a carico dell’impresa ma anche un’indennità di fine rapporto che la stessa impresa deve accantonare e liquidare in caso di risoluzione del medesimo rapporto di lavoro. Più che dimostrare l’indipendenza degli stessi con iscrizione in UIC sarebbe opportuno documentare eventuali rapporti di segnalazione di pratiche fatte da questi collaboratori direttamente a banche, finanziarie o altre società di mediazione che evidenzierebbero in maniera inequivocabile la loro indipendenza.

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