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720.000 imprese giovanili italiane e l’esperienza della Lombardia

lunedì 6 febbraio , 2012

Riportiamo un estratto dell’intervento di Andrea Painini (nella foto) fatto a Cagliari al convegno Regionale promosso dal CNGI Confesercenti (coordinamento nazionale giovani imprenditori) di fine novembre, per la sua grande attualità. Il titolo del convegno: giovani imprenditori e credito. LA REDAZIONE

 

In Lombardia quest’anno le imprese che hanno chiuso i battenti ammontano a 18.400, il 2,2 % sul totale, facendo segnalare un peggioramento del 2,6 % rispetto al 2010. Secondo i dati di Unioncamere i livelli produttivi della Lombardia sono tornati a quelli di 6 anni fa.

Dal recente sondaggio Confesercenti – Ispo emerge un Paese che vive con grande preoccupazione le difficoltà economiche attuali e che guarda con pessimismo al futuro: il 96% degli intervistati vede nero….. ed ahimè gran parte di questi sono giovani. I giudizi degli imprenditori sulle prospettive dell’attività produttiva sono peggiorati ed i piani di investimento sono stati ridimensionati.

Nel mercato del lavoro l’offerta ha continuato a diminuire. Il tasso di disoccupazione giovanile in Lombardia si è attestato al 12,9 %

Segnali di peggioramento delle condizioni di accesso al credito sono stati rilevati nelle indagini presso le banche e le imprese della regione…..anche se sarebbe stato sufficiente chiedere ai nostri imprenditori associati !

Questo situazione economica ha generato in Lombardia, come nel resto d’Italia, un forte clima di sconforto ed indecisione con evidenti ripercussioni sull’economia reale.

Cosa si sta facendo per uscire da questa situazione ?

I principali strumenti che Regione Lombardia ha messo in campo sono:

– il bando START UP con una dotazione di 30.000.000 di euro, rivolto agli imprenditori under 35, che ha erogato solo nell’ultima tranche di novembre 1.700.000, euro a sostegno di 29 neo imprese lombarde e mettendo a disposizione anche altri strumenti utili allo startup d’impresa, come i voucher ed il sistema Dote scuola – lavoro – formazione.

– Nell’ottica del rilancio del contratto di apprendistato professionalizzante ha destinato fino a 16.000 euro a favore delle università per ogni singolo studente-apprendista, in modo tale da qualificare la collaborazione fra gli atenei ed il sistema delle imprese attraverso l’adeguamento dell’offerta formativa rispetto alle competenze richieste dal mercato del lavoro.

– ha istituito un tavolo permanente per le politiche giovanili

Devo dire… in tutta franchezza…. che non ci possiamo lamentare di quello che la Regione sta mettendo in atto per le giovani imprese, il nostro compito sarà comunque quello di continuare ad affiancare le istituzioni come partner affidabile e propositivo.

Per sostenere le attuali 720.000 imprese giovanili italiane occorrerà attuare un gioco di squadra, stando uniti ed accantonando i particolarismi e i cattivi esempi che il sistema politico – amministrativo ci ha dimostrato.

Dobbiamo quindi collaborare, in Italia ed in Europa, al fine di sostenere la naturale intraprendenza dei giovani di talento (e ce ne sono tanti!!) che vogliono creare valore all’interno della nostra società, personalmente posso citare con entusiasmo la neonata esperienza interassociativa formatasi sulla scia di RETE IMPRESE ITALIA e del CONAGI, quella di LOGIM, acronimo che sta per GIOVANI IMPRENDITORI LOMBARDIA, che vede impegnati allo stesso tavolo di lavoro i giovani rappresentati regionali di Confesercenti, Cna, Confagricoltura, Confcommercio e Confapi.

Tutte queste sigle e questi tavoli di lavoro sono però inutili se servono solo ad autoreferenziarsi, il valore reale è espresso dallo spessore dei membri che lo compongono e all’impegno disinteressato di ognuno di loro….non facciamoci perciò tentare dall’inutile produzione di slides, riunioni, seminari, convegni, workshop (e chi più ne ha più ne metta) che potrebbero non servire a nulla…abbiamo bisogno di raggiungere obiettivi concreti, non di perdere tempo !

Alcune tematiche che discuteremo prossimamente in Regione con i nostri referenti toccheranno i temi dell’agenda digitale, dell’erasmus per i giovani imprenditori , di un sistema evoluto di voucher formativi che insegnino ai giovani una consapevole cultura d’impresa e non un approccio di tipo assistenzialistico per mezzo di assegnazione di finanziamenti, della sburocratizzazione, della partecipazione al nuovo tavolo permanente dedicato al coordinamento e allo sviluppo delle politiche giovanili, di un osservatorio su EXPO2015 riferito alle sue ricadute sul lavoro giovanile, della valorizzazione dei Confidi e del tema della conciliazione famiglia-lavoro.

Rimbocchiamoci quindi le maniche e remiamo tutti nella stessa direzione per portare questa generazione fuori da una realtà lavorativa dove la parola flessibilità non sia più sinonimo di precarietà, sostenendo politiche che permettano di non essere più vessati dalla burocrazia, di avere un compenso adeguato, di lavorare in sicurezza e di poter accedere al credito in maniera più agevole.

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