In primo piano,Paolo Bellini

Aiutiamo le iniziative imprenditoriali e gli investimenti

mercoledì 22 febbraio , 2012

Da mesi parliamo di crisi del settore e del bisogno di favorire una ripresa economica per garantire i posti di lavoro, nuove iniziative e nuove aziende. E farà piacere sapere che non sono poche le piccole e le medie aziende che vogliono aprire un nuovo punto vendita o ampliare l’esistente. E per farlo devono fare i conti con i permessi! E qui entra in campo l’assurdo: invece di favorire queste nuove iniziative gli uffici preposti si nascondono dietro le norme, i vincoli e i regolamenti per svilire l’entusiasmo e favorire il fallimento delle stesse.

Il nostro non vuole essere un grido d’allarme isolato ma l’amplificazione di un’esigenza quotidiana registrata intervistando piccoli imprenditori, vecchie e nuove aziende. Per spiegarci eccoci agli esempi: c’è la volontà di mettersi in proprio per aprire un salone di Parrucchiera? Non azzardarti ad individuare un negozio nel centro storico della città perché paghi lo scotto dei vincoli storici, del regolamento “Barbieri e Parrucchiere” e delle norme ULSS. Questo comporta che se è previsto il restauro delle pareti, del pavimento e del bagno devi chiedere un Permesso di Costruire (la vecchia Concessione Edilizia) come se dovessi costruire un condominio. Non sarà sufficiente una SCIA o, se va bene, una DIA (dichiarazione di inizio attività) ma una vera e propria pratica edilizia con tutti i permessi, le autorizzazioni, le certificazioni e chi più ne ha più ne metta. E per continuare: volete sistemare un locale esistente con una destinazione ad ufficio a scuola di formazione? Mettetevi in fila, ci saranno decine e decine di permessi, di schede tecniche, di planimetrie ma anche di valutazioni sanitarie, di norme antincendio e di sicurezza da rispettare. Ora con questo non vogliamo dire che non si debba controllare e stare vigili su ciò che si va a fare in edilizia ma che la mano pubblica si metta anche una mano nella coscienza e cerchi di sostenere ed incentivare chi vuole spendere ed investire per creare impresa, per portare nuovi posti di lavoro. In sostanza si cerchi di agevolare più che di penalizzare chi guarda avanti con fiducia anche in un momento così delicato e difficile rappresentato dalla grave crisi che si sta vivendo. L’appello è rivolto in particolar modo ai Sindaci ed ai responsabili delle ULSS locali perché rivedano, ove possibile, le loro posizioni ponendo l’ago della bilancia a favore dell’iniziativa e non di certo della burocrazia.

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