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Negozio Affittasi

domenica 10 marzo , 2013

Copia di mauro bussoni25 miliardi di affitti persi in un anno con 500 mila negozi chiusi – La Confesercenti e l’Anama hanno allo studio la soluzione del problema. 

La Redazione www.anama.it

Si stima che in Italia non meno di 500 mila negozi siano sfitti con una perdita annua, per canoni non percepiti, di circa 25 Miliardi di euro. Il dato si ricava dalle rilevazioni degli operatori locali, che sul dato globale dello stock negozi hanno stimate la percentuale di unità chiuse, ma anche dalla lettura di degli annunci e dei cartelli “affittasi”esposti nei centri cittadini. Un dato impressionante che si lega a quello più sofisticato delle imprese che hanno chiuso i battenti lo scorso anno e che sono 364.972 ( vedi Tabella 2 – Fonte Unioncamere). In pratica circa 365 mila unità immobiliari che si liberano sul mercato per mancanza di impresa che vi opera all’interno. Se a questo dato sommiamo i negozi che sono sfitti a causa del cannone richiesto troppo alto si giunge alla stima del mezzo milione di negozi che non producono reddito ne impresa.

Seconda ANAMA Confesercenti è necessario mettere mano al fenomeno “inventandosi” un sistema che permetta al proprietario di non disperdere risorse, in attesa di trovare il conduttore del bene e alle imprese di accedere alle strutture senza vedersi strozzare dal peso del canone annuo. Coniugare la necessità di messa a reddito degli immobili commerciali con il bisogno delle imprese di utilizzare le strutture per creare impresa e quindi occupazione ed economia. La Confesercenti nazionale ha messo in campo i suoi esperti per raggiungere il risultato che passa, di certo, da una rivisitazione dei contratti e delle logiche vincolistiche che stanno alla base dell’affitto commerciale e dal sostegno che lo Stato deve fornire in termini di garanzie e di contribuzione alle parti.

In pratica si sta pensando ad una sorta di “canone accessibile” che sia remunerativo per il proprietario del negozio, sostenibile per il conduttore, in un impianto giuridico concordato, condiviso dalle parti nella durata e per le pattuizioni, ma soprattutto garantito nella resa.

Un esercizio difficile ma che in Confesercenti si dicono ottimisti nel riuscire a dare vita ad un nuovo modo di concepire l’affitto dei negozi, che sono strumenti a favore dell’impresa per generare economia a soddisfazione del proprietario e della comunità. Al tavolo tecnico di studio della Confesercenti siedono gli esperti del settore come Toscano, Tecnocasa, Gabetti capitanati dal presidente nazionale Paolo Bellini e coordinati dal vice direttore nazionale della Confederazione Mauro Bussoni.

Dall’analisi dei dati sugli affitti (vedi Tabella 1 – Fonte: Anama Confesercenti), per le città monitorate, ci dicono che a Roma e a Milano un negozio chiuso genera una perdita di 10 mila euro al mese; a Firenze, Torino e Verona sui 6 mila e a Catania e Rovigo non meno di 3 mila euro mensili.

Un dato è certo: il fenomeno è significativo di una crisi economica che tocca le famiglie italiane ma anche le imprese e quindi i proprietari immobiliari, che vedono sfumare la redditività di un investimento immobiliare alle volte fatto per garantirsi agiatezza e tranquillità ed invece si trasforma in un onere per mancato reddito, imposte e manutenzioni, a cui dover far fronte. Nella foto: Mauro Bussoni.

 

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