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Riforma del condominio: ecco in sintesi le novità in vigore dal 18 giugno scorso

venerdì 28 giugno , 2013

penna documentiDa pochi giorni è in vigore il nuovo regolamento di condominio. La materia viene sistemata soprattutto per quanto riguarda la figura dell’amministratore che deve possedere un grado minimo di scolarizzazione ed essere formato in appositi corsi di formazione. L’amministratore “fai da te” non avrà più possibilità di gestire interessi che in molti casi sono economicamente rilevanti coinvolgendo un gran numero di famiglie che vivono in condominio. E poi dovrà dimostrare di essere moralmente a posto, godendo così di credibilità e di rispettabilità. Le maggioranze per deliberare cambiano, riducendo i quorum richiesti e fornendo alla materia più fluidità al fine anche di evitare il contenzioso che la vita in condominio alle volte favorisce.Ecco di seguito i punti essenziali che caratterizzano la riforma e le novità introdotte: 

Amministratore: è obbligatorio l’incarico ad un amministratore, quando il palazzo è formato da almeno 9 inquilini. L’amministratore deve possedere i requisiti richiesti di professionalità e onorabilità ed in particolare: il diploma di scuola media superiore, aver frequentato un corso di aggiornamento a scadenza regolare, ma anche non essere mai stato protestato o aver subito una condanna per reati contro la Pubblica Amministrazione. Inoltre l’amministratore dovrà indicare il proprio compenso al momento della nomina da parte dell’assemblea. L’incarico all’amministratore ha una durata di due anni e potrà essere revocato anche prima della scadenza dall’assemblea nel caso in cui l’amministratore abbia commesso gravi irregolarità fiscali o non abbia aperto o utilizzato il conto corrente bancario condominiale, che è quindi obbligatorio. L’assemblea potrà richiedere all’amministratore di munirsi di una polizza assicurativa RC Professionale a tutela dei rischi derivanti dal suo operato. 

Assemblea: la novità più significativa è la riduzione  dei quorum, e quindi delle maggioranze richieste per le delibere assembleari. Infatti sarà sufficiente il 50% + 1 dei presenti, che rappresentino almeno la metà dei millesimi dell’intera proprietà, per deliberare, ad esempio:

l’installazione di impianti di videosorveglianza nelle parti comuni dell’edificio;
l’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili;
la creazione di un sito internet del condominio, ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili.

Altra grande novità è rappresentata dal fatto che per il cambio di destinazione d’uso dei locali comuni basteranno i quattro quinti dei consensi.Va sottolineato che le delibere assembleari potranno essere impugnate anche dai condomini astenuti. 

Condòmini morosi: in caso di condòmini morosi è dato il potere all’amministratore di procedere con l’ingiunzione senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea, comunicando ai creditori i dati relativi di chi non paga. 

Riscaldamento: con la riforma sarà possibile staccarsi dall’impianto di riscaldamento centralizzato e installare un impianto autonomo senza dover attendere il benestare dell’assemblea, a patto però di non creare pregiudizi o aggravi di spesa agli altri condomini e di continuare a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto. 

Animali domestici: non saranno più legittimi i regolamenti di condominio che prevedono il divieto di tenere animali domestici in casa. 

Sanzioni: sono state aggiornate e aumentate le sanzioni per chi non rispetta il regolamento condominiale.

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