News,Paolo Bellini

E si continua a penalizzare la casa

lunedì 6 gennaio , 2014

tasse casaLa stangata sulla casa è valutata attorno ai 2 miliardi di euro che dovranno sopportare sia proprietari che inquilini. Il dato finale non è ancora chiaro e per fare un esempio la Tasi ed la sua incidenza sul conto economico totale verrà determinato prossimamente. Ma visto che mancano i soldi per le detrazioni Imu, è probabile che verranno finanziate proprio con addizionali applicate alla tassa sui servizi indivisibili.

Le novità fiscali già decise e la legge di stabilità introducono, oltre alla Iuc, (imposta unica comunale) che include tre tributi – l’Imu sulla proprietà immobiliare, la Tasi sui servizi indivisibili e la Tari sui rifiuti – l’Irpef sulle seconde case per i redditi del 2013 e del 2014.

In sostanza il reddito catastale delle abitazioni non affittate ubicate nel comune di residenza del proprietario andrà a costituire imponibile per l’imposta sui redditi, anche se solo nella misura del 50% rispetto a quanto succedeva in precedenza. Così facendo si vuole colpire gli affitti in nero, salvaguardando però le case vacanze.

La manovra di fine anno ha inoltre cancellato o ridotto gran parte degli sconti fiscali legati alla casa precedentemente previsti. A questo proposito i tagli sulle agevolzioni riguarderanno le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima abitazione in particolar modo la detrazione Irpef per gli interessi passivi sui mutui prima casa verrà ridotta al 19% per un massimo di 4 mila euro l’anno. Verranno anche limitate la detrazioni Irpef per le provvigioni pagate alle agenzie immobiliari o a mediatori per l’acquisto della prima casa, sempre al 19% però su un massimo di mille euro l’anno. Così come saranno limitate anche le detrazioni fiscali per gli inquilini a sostegno dell’affitto, che verranno ridotte del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014 purché il contante sia totalmente escluso dai pagamenti.

Per quanto riguarda invece le novità sulle compravendite immobiliari, l’imposta di registro verrà ridotta dal 3 al 2% per l’acquisto della prima casa, ma con un minimo di imposta da pagare pari a mille euro, penalizzando così le vendite di piccolo valore. Per le seconde case l’acquirente sarà sottoposto a un’aliquota di registro del 9% – oggi varia tra il 3 e il 15% a seconda dei casi – sempre però con un minimo di mille euro. La grande novità riguarda però il collocamento dei soldi: il denaro anticipato dall’acquirente (caparra o anticipo) verrà infatti raccolto dal notaio e versato in un apposito conto corrente dedicato, i cui interessi attivi andranno allo Stato.

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