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Mai più “senza impresa”!

domenica 19 gennaio , 2014

anama legnoAnama aderisce con entusiasmo e aspettativa alla giornata di protesta del 18 febbraio prossimo a Roma. Finalmente una mobilitazione del settore, seria e concreta per gridare “al Palazzo” la nostra rabbia e la delusione delle azioni di Governo, che non ci hanno ancora fatto superare una crisi nata nel 2008. L’aspettativa sta nel fatto che speriamo di riuscire a farci sentire! Non se ne può più! Gli sprechi, le spese dissennate della politica, i troppi Enti ed Amministrazioni pubbliche da mantenere. Un esercito di “mastri don Gesualdo” che una volta odorato il piacere del potere si abbuffano di privilegi e di spese pazze quasi a voler colmare il vuoto tra il loro vecchio status da normali cittadini e il nuovo da potenti della politica. E poi il sistema economico nel suo complesso, pressato dal fisco, sordo alle esigenze dei deboli e distratto verso i potenti. Un sistema fiscale impositivo che schiaccia i deboli a scapito “dei furbi” e dei disonesti.  Non se ne può più di Equitalia, orrendo sistema legalizzato, standardizzato ai pignoramenti selvaggi ed alle ipoteche giudiziali sulla prima casa, sulle auto, sui beni di prima necessità. Ente incapace di scovare il buono che vi è in ogni contribuente, che va aiutato e sostenuto … nel fare il proprio dovere. E poi basta con l’aggravio delle multe, delle sanzioni e delle oblazioni che si raddoppiano o si triplicano. L’onere a tassametro è improponibile in questo momento storico dove il primo ritardatario è lo Stato. Quante aziende attendono ancora il credito d’Iva? Sono anni ed anni di attesa di somme versate dalle aziende in più rispetto al dovuto che dovrebbero essere rimborsate su richiesta dalla pubblica amministrazione. Ma ciò non avviene! E in questi casi dov’è Equitalia? Perché nessuno paga? Perché non si pignorano le scrivanie dei funzionari pubblici responsabili o si accendono ipoteche giudiziali agli stabili sede delle aziende pubbliche deputate a questo servizio? Ed anche in questi casi di ritardo perché allo Stato, all’Iva, all’Agenzia delle Entrate, al Fisco non si applicano multe, sanzioni e oblazioni che raddoppiano o si triplicano per aggiungerle a quanto va versato al cittadino? Due Italie: quella delle piccole e medie imprese e dei contribuenti vessati e quella dei privilegi e delle posizioni di comando. Per non parlare del Lavoro, degli oneri che gravano sulle aziende, dei vincoli e dei doveri a aziendali a fronte dei privilegi sindacali. Contratti vetusti dove “il patrono” la fa ancora da padrone, dove il licenziamento per giusta causa è un miraggio e dove il confronto tra le parti è ancora e sempre sbilanciato a favore del lavoratore. E l’impresa subisce l’aggressione degli avvocati pronti a cavalcare il diritto del lavoro come una spada di Damocle contro il datore di lavoro, reo di voler far rendere la collaborazione affinché l’azienda sia produttiva e quindi efficace contro la crisi. E le Banche! Hanno chiuso i rubinetti del credito. Le aziende devono farcela con le proprie risorse e se per caso ottengono un prestito bancario devono fare i conti con un altro sistema sbilanciato e protetto. Basta! A tutto questo dobbiamo dire basta! E lo faremo con forza, sotto il Palazzo per dire che anche noi commercianti, professionisti e imprese dei vari settori che non se ne può più!

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