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IL Ministero dello Sviluppo Economico conferma la corretta impostazione del protocollo con Enasarco e ribadisce l’incompatibilità tra l’attività di agente immobiliare e di Agente e rappresentante di commercio.

venerdì 7 febbraio , 2014

Ingresso di Via Molise, 2Il Ministero dello Sviluppo Economico fa chiarezza sul quesito dei moduli ARC delle Camere Commercio accogliendo la posizione delle due principali Associazioni di categoria del comparto dell’intermediazione sulla dicitura che impediva ai collaboratori di supporto alle agenzie immobiliari di poter mettersi in regola con le CCIAA.

 

“I collaboratori con partita iva e non iscritti al REA (ex ruolo), che non svolgono dunque attività di mediazione, possono esercitare la propria attività di supporto all’interno delle agenzie immobiliari”. È quanto affermano congiuntamente FIMAA Italia – Federazione Italiana Mediatori Agenti d’Affari / Confcommercio e ANAMA – Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d’Affari / Confesercenti a seguito della nota del Ministero dello Sviluppo Economico sull’esatta interpretazione da dare alla dicitura “presso la sede o localizzazione sopra indicata non viene svolta attività di mediazione” contenuta nella modello ARC (Agenti e Rappresentanti di Commercio) della sezione SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività) delle Camere di Commercio. Dicitura, che finora non ha permesso ai collaboratori di regolarizzare la propria posizione con le Camere di Commercio e dunque con l’Enasarco. Secondo il MISE “la disposizione contenuta nella sezione SCIA del Modello ARC va interpretata non con riferimento alla sede fisica delle imprese di mediazione e di agenzia, che possono quindi coesistere in un’unica ubicazione, ma al materiale svolgimento nei confronti dei terzi delle due attività che, stante il regime di doppia incompatibilità (art. 5, comma 4, legge n. 204/1985), non possono sovrapporsi ed incardinarsi in una sola impresa o in una medesima persona fisica. Pertanto – conclude la nota del MISE – non può negarsi l’iscrizione al registro delle imprese di due o più imprese che abbiano stabilito la propria sede presso il medesimo ufficio, pur esercitando esse rispettivamente e disgiuntamente l’attività di agenzia e di mediazione”. L’intervento del Ministero fa così seguito alla necessità di regolarizzare, dando anche maggiori garanzie, quegli eventuali collaboratori che non svolgono attività di mediazione, ma solo di supporto all’interno delle agenzie immobiliari. “Quanto affermato dal MISE – conclude la nota congiunta di FIMAA e ANAMA – dà ulteriore conferma a ciò che abbiamo ribadito più volte e anche formulato nell’atto di interpello al Ministero del Lavoro. L’incompatibilità tra Agenti immobiliari e Agenti di commercio esclude che tutti gli Agenti immobiliari iscritti al REA siano sottoposti agli oneri contributivi a favore dell’Enasarco”.

 

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