Marco Gabardi

Dalla preistoria ad oggi, le ragioni non cambiano. Aggregarsi conviene!

martedì 1 marzo , 2016

Perché? Ma a fronte di che cosa? Queste sono le domande che ci poniamo, generalmente, ogni qualvolta veniamo avvicinati da un’organizzazione/associazione per una richiesta di adesione a titolo oneroso. Sono quesiti del tutto legittimi ai quali però ritengo sia necessario dare risposte o quantomeno fornire alcuni spunti di riflessione. Sin dalle nostre origini, la natura umana è sempre stata caratterizzata dalla tendenza ad aggregarsi in gruppi. I primi uomini, ad esempio, si univano per migrare da un territorio all’altro, per cacciare, per esplorare, per sopravvivere poi, venuto meno il fenomeno del nomadismo si raggruppavano in accampamenti poi in tribù, poi in villaggi, in paesi, in città e così via fino alle nostre moderne metropoli. La necessità congenita dell’uomo di “unirsi” ha quindi una genesi primordiale e le ragioni, seppur cambiate nel corso dei millenni, sono sostanzialmente sempre le stesse. Se dalla notte dei tempi l’aggregazione serviva, ad esempio, per acquisire forza e coraggio per difendersi ad esempio dai nemici, da un ambiente e da un clima ostili, oggi, dopo millenni di conquiste e di progressi, l’aggregazione serve a dare forza e rappresentatività a coloro che si vogliono spendere, anche per altri, nella tutela e  miglioramento di quei cosiddetti “diritti moderni”. Un difficile compito che seppur svolto in una società organizzata, presenta continuamente nuove sfide con difficoltà diverse, figlie di un’evoluzione  naturale. Ai giorni nostri, epoca moderna, ma in profonda crisi economica e di valori, la necessità di aggregarsi è ancora più determinante in quanto ormai ci si è resi conto che se non ci si unisce per creare “quantità” al fine di perseguire degli obiettivi, il destino dei singoli è orientato sulla strada dell’estinzione. Oggi esistono migliaia di “raggruppamenti”, da quelli legati alla religione, alla politica, allo sport, alla cultura, alla professione, agli hobbies e così via. Tutti però hanno in comune lo stesso fine: l’autotutela, la rappresentanza e la crescita, sia sotto il profilo intellettuale che quello materiale dei numeri. Su quest’ultimo verte tutto il tema delle associazioni, soprattutto quelle di natura datoriale e sindacale, in quanto la crescita intellettuale e gli ideali, purtroppo, non determinano in maniera diretta la loro forza ed il loro peso, perché nell’odierna società contano si le idee ma solo se supportate dai “numeri”. In Italia esistono tre associazioni di categoria a tutela dei diritti della nostra figura professionale e tutte e tre, seppur con idee e politiche non sempre sovrapponibili, operano e lavorano sui tavoli istituzionali per poter salvaguardare i diritti dei rappresentati e per proporre al legislatore idee e progetti anche a beneficio dei consumatori. Talvolta però le nostre tre associazioni di categoria si scontrano con realtà che, per il solo maggior numero di aderenti, pretendono ed impongono le proprie ragioni alle nostre, ottenendo spesso anche l’attenzione del legislatore.  E’ di fondamentale importanza che ogni mediatore professionista in Trentino ed in Italia, sia consapevole che anche la sua singola adesione può determinare una maggior tutela per il futuro della sua professione ed è un suo preciso dovere supportare e rafforzare quel “gruppo” di cui fa parte. Mi rivolgo evidentemente a tutti quelli che, a tutt’oggi per vari motivi, non hanno aderito alla propria associazione di categoria. La storia ci presenta innumerevoli esempi di come la volontà di pochi, con idee valide ed il sostegno di molti, sia una combinazione vincente per il perseguimento di risultati importanti. Basti pensare a come sarebbe diversa la qualità della vita nella nostra provincia “Autonoma”, se un certo Alcide Degasperi non fosse stato supportato dai sui cittadini nel difficile conseguimento di uno “Statuto Speciale” di cui oggi noi stessi ne godiamo i benefici e ne andiamo orgogliosi. L’impegno di ciascuno di noi è quindi una risorsa, che non deve essere sprecata e tale impegno può essere espresso a vari livelli, dalla semplice adesione, alla partecipazione attiva, al diventare protagonisti nello scenario associativo provinciale, regionale e nazionale. L’Associazione per contro, ha un impegno bilaterale; il primo nei confronti dei propri iscritti, informandoli, aggiornandoli, offrendo servizi, assistenza e raccogliendo le istanze degli stessi per accrescere e migliorare il proprio percorso di miglioramento della politica economica; il secondo nei confronti delle istituzioni, tutelando i diritti della categoria con l’affermazione della propria rappresentatività e cercando di avere un peso determinante nelle modifiche legislative e fiscali riguardanti il settore immobiliare. A.N.A.M.A. Nazionale e Provinciale, sono appunto in prima linea da molti anni e l’aver conseguito molti obiettivi, non è stato e non è motivo di rallentamento ma nuovo stimolo per proseguire il cammino verso nuovi traguardi.  Il lavoro da fare è molto e c’è spazio per tutti coloro che intendano contribuire fattivamente al bene della categoria, ma è indispensabile fare il primo passo, iscriversi!

A.N.A.M.A. del Trentino

Il Presidente

Marco Gabardi

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