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Il vademecum per gli investimenti in Italia

venerdì 16 marzo , 2018

Per favorire gli investimenti in Italia, è importante  fornire ai potenziali clienti interessati, tutti gli strumenti necessari per comprendere al meglio la regolamentazione e la fiscalità degli investimenti, e dei finanziamenti dell’industria del Real Estate in Italia.

Bisogna assistere l’investitore straniero nell’ambito del sistema normativo che disciplina il mondo dell’immobiliare, descrivendo in maniera precisa le possibilità a sua disposizione.

E’ essenziale, che il Legislatore inoltre intervenga per apportare dei miglioramenti alla normativa, favorendo la competitività del sistema paese, semplificando e standardizzando i processi burocratici, fare chiarezze sui dubbi interpretativi e delle contraddizioni della legislazione, favorendo la trasparenza, la concorrenza, la professionalità ed efficienza del mondo del Real Estate.

I Real Estate Investment Trusts

I Fondi immobiliari e i REIT (Real Estate Investment Trusts), in Europa rappresentano i mezzi principali per individuare la domanda di servizi di gestione professionale, da parte dei detentori di patrimoni immobiliari e generano un aumento dell’importanza del proprio ruolo nel panorama dell’Asset management globale.

Nei principali Paesi europei (Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera), si stima che il 2017 si sia chiuso con un patrimonio di oltre 550 miliardi di euro, in aumento di circa l’8 per cento rispetto al 2016.

Al contrario, in Paesi come Italia, Olanda o Germania, si è verificata una situazione di stabilità o incremento modesto.

Nel nostro Paese, la normativa sui REIT è stata introdotta nel 2006, attraverso la nascita delle  SIIQ (Società di Investimento Immobiliare Quotate), e nel 2014 è stata resa omogenea a quella degli altri Paesi europei. Ora sono necessari interventi di manutenzione per renderla operativamente e performante come nei Paesi più evoluti.

Il mercato immobiliare italiano

Il mercato in Italia fatica ancora a decollare, sia per fattori strutturali dovuti ad un mercato finanziario nazionale ancora poco sviluppato e efficiente, che tende a limitare l’afflusso di capitali al settore.

Lo sviluppo ridotto dei REIT in Italia ha avuto come conseguenza, un limitato volume degli investimenti immobiliari professionali da parte di grandi investitori esteri, che operare con società di capitali di modeste dimensioni, non adeguate a svolgere un ruolo di miglioramento del mercato immobiliare.

La normativa fiscale

Anche la normativa sul trattamento fiscale delle branch in Italia dei REIT europei, non è soddisfacente e in linea con quella degli altri paesi europei.

E’ auspicabile una modifica del regime fiscale, prevedendo la riduzione dell’imposta sostitutiva dall’attuale 20% al 5%, aliquota prevista dai principali trattati contro le doppie imposizioni per le ritenute applicabili ai dividendi distribuiti in relazione alle partecipazioni “rilevanti”, allineando così almeno tendenzialmente la tassazione degli utili della SIIQ quotata e quelli della Branch soggetta al regime SIIQ.

Lo svantaggio competitivo dell’investimento in Italia mediante branch SIIQ, viene significativamente ridotto rispetto alla situazione attuale.

Le SIIQ, destano interesse in quanto vi è l’esigenza di sviluppare, sul territorio nazionale, un mercato residenziale destinato alla locazione qualitativo e di dimensioni significative, per il quale, come è stato ricordato poco prima, è sicuramente necessario il ritorno degli Operatori istituzionali.

 

 

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