9, September, 2010

A.N.A.M.A.

Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d'Affari

Archivio per la categoria: ‘Paolo Bellini’

FIAIP isolata contro la SCIA

Scritto da Redazione il luglio - 11 - 2010

Altra battaglia persa da FIAIP ma soprattutto dalla categoria che rischia di di farsi una cattiva reputazione nei confronti del Palazzo. Ancora una volta gli uomini di Righi & C. si scagliano contro un provvedimento, senza coesione e accordo con le altre associazioni, forti della presunzione di chi si sente imbattibile, perdendo su tutta la linea. L’emendamento Azzollini (senatore del PDL, presidente della Commissione Bilancio al Senato, nella foto) che, nell’ottica della semplificazione, manderebbe in soffitta la dichiarazione di inizio attività, la cosiddetta “Dia”, al fine di introdurre la “Scia”, la segnalazione certificata di inizio attività è parte attiva della manovra di Governo e martedì prossimo troverà con tutta probabilità la sua celebrazione. A poco sono valse le ragioni filosofiche e di ruolo che l’agente immobiliare svolge nel mercato portate avanti da FIAIP con i suoi comunicati stampa. I senatori non se ne sono proprio interessati perchè queste azioni devono essere portate avanti non solo con l’occhio rivolto “alla corporazione” ma con una visione più ampia del sistema. L’Italia ha accolto con favore le logiche europee che mirano alla semplificazione d’impresa e quindi mai e poi mai il Governo potrebbe contrastare la SCIA che da alle imprese, che intendono aprire un’attività, una facilitazione. Non per niente il risultato della manovra sul tema è il seguente:LIBERTA’ D’IMPRESA. Secondo il testo della manovra basterà una segnalazione per avviare un’attività. La denuncia di inizio attività (Dia) lascia il posto alla SCIA, la cosidetta segnalazione certificata di inizio attività. I controlli saranno solo ex-post. Ora più che mai il ruolo delle associazioni diventa fondamentale per questi controlli e per dare una mano a chi sarà preposto agli stessi. E non si vengano a portare in campo contrapposizioni ideologiche o di schieramento: la nostra professione è oggi più che mai vista come un’impresa che, guidata da professionisti, si pone sul mercato per agevolare gli affari, promuovere le locazioni, fornire servizi legati all’acquisto della casa, dell’impresa ma anche delle seconde case, dei terreni per le operazioni edilizie, degli alberghi, delle aziende commerciali, delle quote sociatarie e quant’altro possiamo inserire. Quindi non serve portare avanti lo scettro della funzione sociale dell’agente immobiliare per impedire la modernizzazione del settore: bisogna gestirlo, bisogna adattarsi alla nuova visione imponendo serietà, competenza e tanto buon senso a tutti noi, operatori del business (Nella foto: il senatore Antonio Azzollini)

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Il coraggio di essere ANAMA

Scritto da Redazione il giugno - 13 - 2010

L’ANAMA è l’associazione degli agenti immobiliari e creditizi aderente alla Confesercenti. Nasce con l’intento di tutelare la categoria e gli operatori di settore che operano sia come ditte individuali che in forma societaria.

E’ attiva quindi sul piano dell’aggiornamento normativo e nei rapporti con le istituzioni, le associazioni dei consumatori, gli enti preposti al “governo” del settore.

ANAMA vede nelle agenzie immobiliari “imprese guidate da professionisti” e quindi punta la sua azione su alcuni campi fondamentali come:

  • la formazione degli operatori e il loro aggiornamento costante;
  • la trasparenza nei contratti e nell’utilizzo dei moduli e dei formulari;
  • la deontologia professionale e la conferma di rapporti basati sulla competenza e la professionalità.

E’ quindi fautrice di iniziative realizzate in collaborazione con molte Camere di Commercio per l’istituzione del “sistema qualità” degli operatori e dei “bollini di garanzia” che distinguono le agenzie ANAMA rispetto alle altre disinteressate a fornire garanzie di efficienza, trasparenza e professionalità.

ANAMA ha dato vita a varie iniziative rivolte al Mercato e alle imprese come I.R.A. – Italian Russian Association che ha come obiettivo “creare un ponte tra il mercato italiano e gli investitori russi”. Questo sodalizio garantisce il corretto andamento delle trattative, la serietà delle parti in campo e la trasparenza dei prezzi e delle modalità di pagamento. I.R.A. è accreditata negli Enti e negli uffici pubblici di settore come i Ministeri di riferimento, le ambasciate e le rappresentanze commerciali presso le delegazioni italiane e russe.

ANAMA mette al centro del suo operato “il cliente – consumatore” per garantirsi un rapporto di fiducia con la clientela stessa e il rispetto delle istituzioni. A questo proposito ha deciso di sottoscrivere un protocollo d’intesa con il Movimento difesa del cittadino per mettere “nero su bianco” un codice comportamentale di assoluta garanzia, nelle trattative.

Gli iscritti ANAMA seguono il cliente fino alla conclusione dell’affare, fornendo assistenza e consulenza ad ogni livello: tecnico, legale e notarile. Infatti gli agenti ANAMA effettuano tutte le verifiche e le ispezioni catastali, assistono il cliente nell’interpretazione dei contratti e nel rapporto con il notaio, per giungere serenamente al rogito notarile.

In pratica: scegliere ANAMA vuol dire affidarsi a professionisti in regola, competenti e preparati ad affiancarsi al cliente per guidarlo ed assisterlo verso una consapevole compravendita immobiliare.

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Le linee guida per riflettere sul futuro

Scritto da Redazione il giugno - 6 - 2010

Anama a congresso

Il settore immobiliare sta vivendo un momento difficile. Le compravendite sono scese a 609.145 atti, dati anno 2009, con un calo rispetto all’anno precedente dell’ 11,3%. Dal 2006 picco di mercato con le 845.051 compravendite il calo è del 27,9% e tutto in soli tre anni. Gli operatori immobiliari dell’intermediazione iscritti alla Camera di Commercio sono 73 mila, ai quali vanno aggregati altri 30 mila soggetti che si propongono come consulenti del settore, portando il dato ad oltre 100 mila addetti. Se a tutto questo ci aggiungiamo la soppressione del ruolo mediatori, avvenuto a seguito del recepimento da parte del Governo della direttiva europea sulle liberalizzazioni del mercato, si ha il quadro di sfiducia e di preoccupazione che permea il settore da mesi. L’A.N.A.M.A. celebra il suo congresso quadriennale il 23 e il 24 giugno a Roma in questo clima di incertezza lanciando un messaggio positivo e di grande respiro. Leggi il resto »

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In calo i prezzi dei Negozi

Scritto da Redazione il febbraio - 9 - 2010

Il Corso del Popolo a Rovigo la zona più cara

I centri storici penalizzati da mancanza di viabilità e parcheggi

di Paolo Bellini

La crisi del settore immobiliare è anche testimoniata dai prezzi dei Negozi. Infatti oggi sul mercato vi sono occasioni uniche di acquisto di unità immobiliari con vetrina, un tempo impensabili. A parte la zona commerciale per antonomasia, rappresentata dalla parte del Corso del Popolo che va da Piazza Matteotti fino al palazzo ex ENEL, i prezzi dei negozi sono calati a picco.

La differenza è evidente: si va dai 4.200 euro/mq per i negozi con vetrina sul Corso del Popolo nel capoluogo ai 2.000 euro/mq per negozi sempre in Rovigo ma situati in altre posizioni.

La colpa è dei centri commerciali? In parte si, ma in parte il fenomeno è dovuto ad un insieme di fattori come: la scarsità di parcheggi nel centro, la viabilità, la mancanza di iniziative di aggregazione, i continui lavori in corso. Oggi il consumatore preferisce ancora la comodità del centro commerciale fuori città a scapito delle realtà nel centro cittadino. Solo la creazione di centri commerciali “naturali”, anche detti centri commerciali di strada potranno far invertire la rotta, in quanto capaci di far riassumere il ruolo di attrattiva anche al piccolo negozio specializzato. In alternativa c’è chi dice che bisogna pensare ai centri ricavati in palazzi storici  progettati come una sorta di magazzini Harrods nostrani, da realizzare “in verticale”. L’importante è che in una soluzione o nell’altra vi sia l’ampia gamma di offerta commerciale che va ad individuare in queste realtà alternative al centro commerciale come: la ristorazione, l’abbigliamento, gli accessori per la casa, la pulizia e l’igiene della persona. Senza dimenticare i centri medici, i saloni di estetica, di parrucchiera, di fitness e di massaggi, oltre ai servizi di primaria utilità. Va da sé che sia a Rovigo che nelle città principali della provincia i prezzi dei negozi sono crollati. Oggi si acquista un negozio di 50 metri quadrati, con vetrina e servizi al prezzo di 100 mila euro ad Adria, di 95 mila euro a Porto Viro, di 80 mila euro a Badia Polesine e di 75 mila euro a Lendinara. In alcuni comuni sono più i negozi chiusi che quelli in attività. Un esempio su tutti via Varliero a Lendinara, un tempo perla del commercio altopolesano, oggi con 11 negozi chiusi su una totalità di circa 30 unità. Un fatto eclatante è anche registrare che 8 negozi del centro commerciale La Fattoria sono chiusi. In pratica 8 attività operanti nel Centro più importante della provincia hanno chiuso i battenti: che sia la prova della crisi in atto!

Tabella prezzi dei Negozi a confronto (Volori espressi in euro/metroquadro)

Badia Polesine Lendinara Rovigo Adria Porto Viro
min max min max min max min max min max
1.500 1650 1.400 1.600 2.000 2.200 1.800 2.000 1.750 1.900

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Il mercato della compravendita residenziale

Scritto da Redazione il febbraio - 5 - 2010

Dal 2007 è iniziata la crisi del mattone, dal 2013 la ripresa

Venezia la prima città del Veneto, ultime Rovigo e Belluno

di Paolo Bellini

Questa settimana diamo un’occhiata al volume delle compravendite immobiliari del settore residenziale per capire la crisi e come se ne uscirà. Sì! Perché dai dati storici e dall’andamento delle vendite si può prevedere come si svilupperà il mercato nel breve, nel medio e nel lungo periodo. 07_grafico_distribuzione_compravendite_veneto_2008 Gli anni presi in considerazione vanno dal 1985 fino al 2008. Dall’analisi dei dati si nota chiaramente il lungo ed intenso ciclo positivo di crescita del mercato nel decennio 1996-2006, anno in cui le compravendite hanno raggiunto il massimo storico di 845.051 con un incremento del 75% circa rispetto al ’96. Interessante il quinquennio di stabilità rappresentato dal 1992 al 1996 con una media di 500 mila atti all’anno che segue il picco registratosi nel 1991 con quasi 600 mila vendite. L’inversione di tendenza inizia a partire dal 2007, con un primo calo di oltre il 4%. La contrazione del mercato residenziale si è poi accentuata nel 2008, quando si sono registrate 686.587, con una riduzione media del 15% circa rispetto al 2007. Osservando l’andamento per macro aree geografiche, si nota che è l’area del Nord-Est, quella in cui si registra la diminuzione maggiore,( -17,3%), mentre il calo risulta più contenuto nel Sud ed Isole (-11,6% circa). Il calo delle vendite del mercato residenziale risulta  particolarmente accentuato nei comuni non capoluogo, dopo un lungo periodo “ di vacche grasse”in cui si era assistito, invece, ad una crescita rilevante del settore proprio nei comuni minori. Infatti, mentre il mercato delle città capoluogo di provincia diminuisce del 13,8% mediamente (-15,1% per le città del Nord-Est), nei comuni minori la contrazione del mercato sfiora il 15,7%, con punte maggiori nel Centro (-18,3%) ed anche nel Nord-Est (-18,1% circa) e punte inferiori alla media per le Isole (-11,3%). Lo studio di questi dati ci porta a prevedere un calo fisiologico del mercato ancora per un paio d’anni, fino a raggiungere la quota di 600 – 700 mila vendite annue. Questo livello di transazioni ci riporta al dato di mercato del 2001 – 2002 momento in cui si è registrato l’aumento esponenziale delle vendite sulla scia dei soldi facili e delle dismissioni del patrimonio pubblico. Quindi dall’euforia registrata nel periodo 2002 – 2006, dove sia i prezzi che le vendite sono schizzate a dati impensabili, si dovrebbe tornare ad una sorta di “normalità” di mercato con un livellamento in basso dei prezzi ed una bonifica sostanziale dei soggetti che affrontano l’acquisto della casa. Dalchè il 2010 e il 2011 saranno anni ancora di livellamento in basso delle vendite, con un 2013 – 2018 invece di controtendenza al rialzo. Cosa fare? Costruire sempre meglio, a prezzi più bassi, riducendo le superfici e aumentando la qualità di base. Alle Banche il compito di finanziare gli acquisti magari sollecitando il Governo per le garanzie da dare alle giovani coppie ed agli acquirenti con il solo reddito da lavoro.

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