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4, February, 2012

A.N.A.M.A.

Associazione Nazionale Agenti e Mediatori d'Affari

Archivio per la categoria: ‘News’

Antonio Bronzato: in ANAMA per rappresentare i mediatori del credito

Scritto da Redazione il dicembre - 8 - 2011

Anama è l’associazione degli agenti e mediatori d’affari in mediazione e annovera tra i sui oltre 11 mila iscritti ben mille mediatori del credito. Il coordinamento di settore è guidato da Antonio Ferrara di Taranto e i rappresentanti associativi sono presenti in quasi tutti i capoluoghi di provincia. A Rovigo ecco il leader di Kiron, Antonio Bronzato, pronto a rappresentare gli interessi della categoria presso Anama Confesercenti. Di seguito un breve profilo del professionista. LA REDAZIONE

Antonio Bronzato è consulente del credito con esperienza decennale. Si occupa prevalentemente di consulenza finanziaria alle famiglie ma, per incrementare la sua professionalità, da cinque anni opera anche come Promotore Finanziario, in seguito all’ottenimento della qualifica con esame di Stato. Conduce con determinazione e leadership l’Ufficio Kiron di Badia Polesine, del quale è Titolare.  Grazie alla sua professionalità e dedizione al lavoro ha ampliato, negli anni, la sua zona di competenza, ottenendo anche la gestione dell’Ufficio Kiron di Rovigo e coprendo, con i suoi collaboratori, tutto il territorio del Polesine. Attualmente coordina un team forte e coeso di oltre 10 persone, delle quali segue costantemente la crescita professionale e personale attraverso monitoraggi quotidiani e periodiche esperienze formative incentive outdoor e di team building.

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A Taranto si compra in provincia

Scritto da Redazione il dicembre - 1 - 2011

Oggi 01 dicembre 2011 Anama su Il Sole 24 Ore con un intervista al presidente provinciale di Taranto, Antonio Ferrara. Ecco di seguito l’anteprima dell’articolo.

Nel capoluogo vendite giù del 12% – In aumento invece la domanda di affitto.

Sempre più lontana la ripresa del mercato residenziale di Taranto. A partire dai volumi di compravendite che, secondo i dati diffusi dall’Agenzia del Territorio, nel primo semestre 2011 sono scesi a quota 900 scambi (-12%). «Oggi compra solo chi può spendere – sintetizza Antonio Ferrara, presidente provinciale …

CASA24 MERCATO E TENDENZE – Il Sole 24 ORE

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Cina: mille agenzie immobiliari chiuse nel 2011

Scritto da Redazione il novembre - 30 - 2011

Il dragone danza sul tetto che scotta. Sono sempre più cupi gli scricchiolii che arrivano dal mercato immobiliare cinese. Le dichiarazioni di un’autorevole società del settore cinese, la Home Link China, hanno dell’incredibile e fanno credere che si è giunti alla «bolla» immobiliare cinese: mille agenzie immobiliari hanno tirato giù le serrande dall’inizio dell’anno, delle quali ben 177 nel solo mese di ottobre. Il segnale è forte e significativo se si pensa che il 73 per cento dei «corner» immobiliari che hanno cessato l’attività erano legati a catene di medie dimensioni. Infatti in Cina il mercato dell’intermediazione immobiliare è caratterizzato dalla presenza di reti e network di medie e grandi dimensioni, per la necessaria diffusione su un territorio immenso e molto popolato. Che succede quindi al mattone cinese? Anche in Cina la responsabilità primaria della crisi va attribuita alla stretta operata, un anno fa, dal Governo che ha innalzato il tasso dei mutui, per poi decidere con norma statale di aumentare il valore della caparra e, addirittura, vietato di erogare prestiti ipotecari a chi acquista la terza casa nelle maggiori città della Cina. Il risultato ovviamente non si è fatto attendere: in ottobre sono state vendute «solo» 12.760 case con un calo del 40 per cento rispetto al dato dell’anno precedente. Questo fenomeno, del calo delle compravendite, sta generando contraccolpi sul settore privato delle costruzioni: infatti nei primi dieci mesi dell’anno si sono costruite 101.188 nuove case con una flessione del 35,8% sui dati di riferimento.

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PEC – Posta certificata scade il termine il 29 novembre 2011

Scritto da Redazione il novembre - 24 - 2011

Si informano tutte le Imprese costituite in forma societaria che, entro il 29/11/2011, è obbligatorio comunicare al registro imprese della C.C.I.A.A. il proprio indirizzo di casella PEC – Posta Elettronica Certificata (Legge n.2/2009). Per informazioni rivolgetevi alle sedi Anama – Confesercenti nelle provincie o scrivete mail a: info@anama.it

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Il lusso batte la crisi e … va alla grande!

Scritto da Redazione il ottobre - 30 - 2011

Mentre il mondo della compravendita “tradizionale” è bloccato, a tal punto che sono molti gli agenti immobiliari che stanno meditando di trasformare se non chiudere l’agenzia, nei Paesi stranieri i super ricchi si danno da fare per comprare ville, palazzi e immobili da sogno. A Beverly Hills si stanno rincorrendo per accaparrarsi le migliori ville di Hollywood. Da fonti autorevoli abbiamo saputo che d agosto, la stilista Vera Wang ha acquistato una villa per 9 milioni di dollari dall’imprenditore immobiliare Steven Hermann. Non lontano da Beverly Hills, l’amministratore delegato di Lions Gate Entertainment Jon Feltheimer ha venduto la sua casa per 14,4 milioni di dollari al calciatore russo Gurgen Khachatryan. In ambienti ben informati ci riferiscono che l’imprenditore televisivo l’aveva acquistata per 9,8 milioni di dollari nel 2009.

Anche gli USA vivono un momento difficile, con una crisi di mercato evidente, ma malgrado questo il settore degli immobili di lusso non sembra risentire di flessioni. Gli agenti immobiliari spiegano che la richiesta degli immobili di pregio non ha mai subito flessioni. Nell’ultimo anno sono state vendute 25 ville, tra Beverly Hills, Bel Air e Holmby Hills, a prezzi variabili dai 10 milioni di dollari in su. Per fare un confronto, nel biennio prima della crisi ne erano state vendute rispettivamente sedici nel 2006 e ventuno nel 2007.

L’estate scorsa l’attrice Jennifer Aniston ha venduto la sua villa, acquistata nel 2006 per 13,5 milioni di dollari e progettata dall’architetto Harold Levitt, per 36 milioni. Un’altra villa progettata sempre dall’architetto Levitt è ota sul mercato per 14,9 milioni di dollari. E a Beverly Park , notizia dell’ultima ora, un imprenditore europeo ha appena speso 16,5 milioni di dollari per una villa da sogno.

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ANAMA Rovigo: partito lo sportello casa in Confesercenti

Scritto da Redazione il ottobre - 22 - 2011

E’ un’iniziativa recente ma già di successo. Lo “Sportello Casa”, lanciato da A.N.A.M.A. in collaborazione con la Confesercenti provinciale, ha cominciato ad operare presso la sede di viale della Costituzione a Rovigo ed è già diventato un punto di riferimento per coloro che vogliono conoscere e capire le dinamiche che caratterizzano il mercato immobiliare provinciale. Lo “Sportello Casa” guidato dal dott. Renzo Basaglia della Confesercenti è seguito da esperti immobiliari del calibro di Vittorio Ceccato della Tecnocasa, Gianfranco Spada dell’omonima azienda e da Paolo Bellini della Bellini Immobiliare e da altri selezionatissimi operatori aderenti all’A.N.A.M.A.. Tutti i martedì mattina a mezzo giorno la sede Confesercenti di Rovigo accoglie chiunque intenda presentare un quesito o avere informazioni sulla compravendita e la locazione di case, uffici, negozi o laboratori. Ma anche per chi ha problemi con il condominio o di interpretazione di un contratto o intende vendere la sua azienda commerciale ed è in cerca di consigli utili. ANAMA e i suoi esperti si sono offerti gratuitamente ad aiutare chi ne avesse bisogno in particolar modo per chi è stato preda di “mediatori abusivi” e si trova a dover sostenere spese non previste ivi comprese provvigioni illegali. Le segnalazioni possono arrivare anche via e-mail all’indirizzo:  sportellocasa@confrovigo.it o al recapito telefonico 0425 360330. Nella foto (da sx) Paolo Bellini, Vittorio Ceccato, Renzo Basaglia e Gianfranco Spada.

  sportello_casa_comunicato.pdf (153,2 KiB, 25 download)



 

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Aspettativa non retribuita e immodificabilità unilaterale del contratto di lavoro

Scritto da Avv. Annaclara Conti il settembre - 30 - 2011

Con la recente sentenza 26 aprile 2011, n° 9346 la Cassazione (che può leggersi in Not. Giur. Lav. 2011, n. 4) ha affermato che a prescindere dalla computabilità o meno di talune assenze ai fini del computo del periodo di comporto, e a maggior ragione laddove per tale motivo esso non sia stato superato, risulta precluso al datore di lavoro di collocare unilateralmente il dipendente in aspettativa non retribuita, essendo ciò in contrasto sia col principio dell’immodificabilità unilaterale delle condizioni del contratto di lavoro, con sospensione da parte del datore di lavoro dell’obbligazione retributiva, sia, nel caso di specie, con la norma contrattuale collettiva che espressamente subordina la concessione dell’aspettativa alla richiesta del lavoratore interessato.

I giudici di legittimità hanno in sostanza ribadito il principio fondamentale nella disciplina dei rapporti di lavoro subordinato, secondo cui la retribuzione non è dovuta dal datore di lavoro solo nel caso in cui la prestazione lavorativa sia divenuta impossibile (artt. 1206, 1256, 1258 c.c.), ovvero sia stato stipulato un accordo modificativo del contratto individuale di lavoro, in forza del quale le parti convengano che per un certo tempo non saranno eseguite le prestazioni e le controprestazioni. Leggi il resto »

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Thailandia: come funziona il mercato immobiliare

Scritto da Redazione il settembre - 26 - 2011

Il mercato immobiliare in Thailandia è attivo e alimentato da acquirenti stranieri.

Gli affascinanti paesaggi e le spiagge esotiche attirano non solo turisti ma anche coloro che intendono investire in un immobile, sia per uso proprio che nell’ottica di metterlo a reddito.

Il mercato immobiliare di Phuket si sta incrementando notevolmente, grazie anche al miglioramento delle infrastrutture turistiche, dei servizi e dalla qualità della vita in generale.

Con Salvatore Parisi, affiliato Tecnocasa a Phuket, abbiamo analizzato quali sono le tendenze in atto e le caratteristiche del mercato thailandese.

Negli ultimi tempi a Phuket stiamo assistendo ad un aumento della domanda di ville e appartamenti, complici l’ampia offerta e la facilità di acquisto.

Phuket è il luogo di maggior attrazione della Thailandia e una fra le mete più ambite per l’acquisto di una seconda casa dove trascorrere le proprie vacanze o, in alcuni casi, addirittura periodi di lunga durata, nonché investire in proprietà immobiliari.

Si possono trovare diverse tipologie immobiliari: appartamenti, condomini, ville o terreni.

La provenienza del cliente in Thailandia, principalmente nell’isola di Phuket, è mondiale e gli acquirenti sono “un’evoluzione” del turista, che arrivando in questa terra ne resta affascinato al punto tale da valutare l’acquisto di una proprietà.

Se entriamo nello specifico delle provenienze presenti oggi sul territorio riscontriamo un numero maggiore di russi, seguito da europei australiani, indiani.

Il target acquirenti varia molto: dal giovane “single” che cerca prevalentemente il monolocale e valuta l’acquisto di un’attività lavorativa tipo ristorante o guesthouse, alle famiglie che desiderano la casa indipendente possibilmente in zone tranquille, al pensionato che decide di trascorrere gran parte dell’anno a Phuket come “buen retiro”.

La tipologia più richiesta è la casa indipendente o la villa, meglio se vicino al mare. Richiesta spesso però abbandonata a causa della legge thailandese che impedisce di intestare il terreno a nome di uno straniero; per fare ciò è necessario costituire una company Co Ltd dove all’interno bisogna avere una partecipazione di soci thailandesi con un minimo di maggioranza del 51% e lo straniero un massimo di maggioranza del 49%.

Spesso questa procedura crea incertezze nell’acquirente, che di conseguenza passa dalla scelta della villa all’acquisto dell’appartamento “freehold”.

La modalità “freehold” consente di intestare il 100% dell’immobile a nome dello straniero.

Ma questo è consentito solo per appartamenti che fanno parte della legge Condominium Act BE 2522.

Le zone dell’isola in cui i prezzi degli immobili sono più elevati sono Laguna e Bagtao; molti sono i progetti di immobili di lusso sparsi in tutta l’isola di Phuket.

Quanto alla suddivisione del mercato in prima e seconda casa, questa è definita in base alle zone dell’isola: quelle più turistiche come Patong Beach, Kamala, Karon, Kata, vedono una maggioranza di seconde case, mentre nell’entroterra come a Kathu, Phuket Town troviamo una prevalenza di prime case.

Nella parte turistica vi sono soprattutto appartamenti (freehold), in quella residenziale sono presenti molte ville e case.

Le zone più gettonate dell’isola sono: prima fra tutte Patong Beach per i servizi che offre con il centro commerciale Jungceylon e la vita notturna nella famosissima Bangla Road, dove si concentrano tutti i locali.

Anche le zone di Kata, Karon, Kamala, Bang Tao, Nai Harn sono molto apprezzate, quest’ultima più frequentata da famiglie.

L’investimento medio è l’appartamento che costa da un minimo di 2.500.000 di baht in su (1 bath corrisponde a circa 1/40 di Euro, ovvero 0,0023 Euro).

Oggi possiamo definire Phuket “un grande cantiere”, numerosissime sono infatti le costruzioni che stanno nascendo in modo particolare nella costa ovest dell’isola; si tratta di condomini sia residenziali che con finalità alberghiero-ricettiva.

Caratteristica dello sviluppo immobiliare di Phuket è di essere velocissimo.

Un appartamento di nuova costruzione di 100 mq nella zona di Patong Beach può costare intorno 5/6 milioni di baht, mentre le ville si possono trovare a 7.000.000 baht, tuttavia dipende molto dall’ubicazione dello stabile, dai servizi offerti.

Allontanandosi da Patong Beach verso Nai Harn, ci sono progetti di nuova costruzione con splendide a prezzi che partono da 19/30 milioni, si tratta di soluzioni di oltre 150 mq con piscina in zone collinari o adiacenti alle spiagge.

Il mercato immobiliare si può definire vivace in quanto il numero delle abitazioni nel Paese è triplicato in meno di un ventennio.

La crescita di tale mercato espressa in termini di aumento dei prezzi di acquisto è nell’ordine del 25%-30% annuo.

Ciò significa che se tale tendenza non diminuirà, acquistando un immobile in Thailandia in questo momento si realizzerà un utile del 100% in soli 3-4 anni dal momento dell’acquisto.

In Thailandia la maggior parte degli acquisti avviene senza l’accensione di un mutuo.

Sebbene normalmente gli immobili vengano usati dal proprietario nel periodo della sua vacanza, sono molti i casi in cui l’acquirente investe in uno o più immobili per metterli in affitto.

Per le locazioni si riscontrano tre fasce di prezzo che variano in base alla stagione:

  • Bassa: Maggio/Giugno/Luglio/Settembre/Ottobre
  • Medio: Agosto/Novembre
  • Alta: Dicembre/ Gennaio/Febbraio/Marzo/Aprile

Appartamenti di qualità media nel periodo dell’alta stagione possono avere una richiesta mensile di 20/35 mila baht al mese e nel periodo della bassa stagione 15/25.000; mentre per le ville nel periodo dell’alta stagione 40/50 mila e nel periodo della bassa 35/40 mila. Tali quotazioni sono medie poiché molto dipende dalla tipologia e dalla posizione dell’immobile, ci sono ad esempio appartamenti al Patong Tower che nel periodo di alta stagione raggiungono cifre top di 50/60 mila baht al mese.

L’affitto annuale di un appartamento medio va dai 15 ai 25 mila baht al mese.

A titolo di esempio, un appartamento acquistato a 2.500.000 baht, affittandolo per minimo un anno ad una cifra indicativa di 15.000 baht al mese, produce una rendita del 7% annuo.

La Thailandia rappresenta oggi uno dei paesi più interessanti del Sud-Est Asiatico sotto il profilo commerciale ed economico, anche grazie alla posizione strategica e alla sua appartenenza all’ASEAN (Associazione delle Nazioni dell’Asia Sud-Orientale), che la pongono al centro di un mercato di oltre 500 milioni di persone.

Il Paese ha saputo superare con tempestività ed efficacia il periodo di rallentamento economico susseguente alla crisi finanziaria del 1997, recuperando in breve tempo piena competitività sui mercati internazionali.La Thailandia si propone oggi come hub regionale per la penetrazione in tutto il mercato asiatico, grazie ad un insieme di elementi favorevoli che possono rendere questo Paese di estremo interesse per gli imprenditori stranieri.

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Avvisi bonari – Ecco le nuove regole per la rateazione

Scritto da Redazione il settembre - 25 - 2011

Nel “Decreto sviluppo” di recente approvazione  il legislatore ha introdotto rilevanti novità in materia di rateazione degli avvisi bonari. In particolare, per le somme risultanti da liquidazioni automatizzate ivi compresi i controlli formali la rateazione potrà avvenire:

• a prescindere dal loro importo (pertanto per importi inferiori a €. 2.000 euro non occorrerà più dimostrare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà economica e non va più presentata l’apposita istanza);

• l’obbligo della garanzia scatta solo se l’importo delle rate successive alla prima (e non dunque l’intero importo a debito) supera € 50.000.

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Obbligatoria la conciliazione per le liti civili

Scritto da Redazione il settembre - 22 - 2011

La mediazione nelle liti civili diventa un vero e proprio obbligo. Dal 21 marzo 2011 infatti, la parte coinvolta in una lite, civile o commerciale, è obbligata a cercare in via preliminare un accordo amichevole con la controparte.

Lo stabiliscono due decreti: il D.L. 28/2010 (articolo 5, comma 1) e il D.M.18 ottobre 2010 n.180 e il regolamento di modifica (D.M. 6 luglio 2011 n. 145) oltre alle varie Circolari ministeriali emanate dal2010 inavanti (vedi al riguardo www.giustizia.it).

In una prima fase la mediazione obbligatoria interessa i seguenti ambiti:

  • locazioni
  • diritti reali
  • divisioni
  • successioni ereditarie
  • patti di famiglia
  • comodato
  • affitto di azienda
  • risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica
  • risarcimento del danno da diffamazione a mezzo della stampa o altro mezzo di pubblicità
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Tra meno di un anno e precisamente dal 20 marzo 2012 entra in campo anche tutta la materia legata al condominio con le sue liti e RC auto.

Quali sono i vantaggi?

Con la mediazione – conciliazione obbligatoria si punta alla riduzione dei tempi di soluzione delle liti, evitando le lungaggini della giustizia ordinaria, che si fa in Tribunale con avvocati, cancellieri e giudici, riducendo i costi. Infatti non serve un avvocato per tentare la conciliazione e raggiungere l’accordo tra le parti. Va detto che se la proposta avanzata dal mediatore non sarà accettata, la parte che l’ha rifiutata dovrà sobbarcarsi le spese di giustizio – anche nel caso in cui risultasse vincitore in tribunale – se il contenuto della sentenza definitiva corrisponde a quello della proposta mediatoria.

Le nuove norme

La mediazione civile (conciliazione) obbligatoria è disciplinata dal decreto legislativo 28/2010 (articolo 5, comma 1) e dal decreto ministeriale180. Inpratica il cittadino che vuole avvalersi di questo strumento giuridico deve inoltrare la domanda all’organismo di conciliazione. Ad oggi sono 160 gli organismi accreditati dal ministero della Giustizia. Se un cittadino si rivolge ad un avvocato per una delle materie di conciliazione questi ha il dovere di informare il cliente dell’obbligo di puntare prima di tutto sulla mediazione per la soluzione della questione.

La procedura

Per dare avvio alla Conciliazione si paga 40 euro e si presenta la domanda. Entro due settimane l’organismo di conciliazione scelto dal cittadino (l’elenco degli organismi è pubblicato sul sito del ministero della Giustizia) fissa un incontro con la controparte. Il mediatore ha la funzione di raggiungere l’accordo che meglio tutela gli interessi di entrambe le parti. Il tentativo deve concludersi entro quattro mesi. Se l’accordo viene raggiunto, l’intesa viene sottoscritta dalle parti e la “causa” è chiusa. Se invece le posizioni rimangono distanti, si passa al Tribunale ordinario.

Da ricordare

La conciliazione obbligatoria può essere svolta da professionisti non necessariamente avvocati. Serve comunque un’abilitazione e un’organizzazione atta a svolgere la mediazione. In sintesi:

  • è uno dei metodi più veloce di risoluzione delle dispute
  • è più economico che altri sistemi alternativi
  • le parti hanno la certezza di una data certa per l’udienza
  • si può salvare ed addirittura, consolidare il rapporto con la controparte
  • si garantisce velocità nella preparazione della procedura
  • è possibile ottenere una soluzione soddisfacente per tutte le parti
  • e se le parti non giungono ad un accordo, non perdono alcun diritto:rimangono libere di abbandonare le trattative in qualsiasi momento.

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Iva al 21%: no problem se si indica il 20% per errore

Scritto da Redazione il settembre - 20 - 2011

Aliquota Iva al 21%: nella fase di prima applicazione nessuna sanzione per le fatture corrette con la liquidazione. Se la fattura è stata erroneamente emessa con l’aliquota Iva del 20% in luogo di quella del 21%, è possibile regolarizzare la violazione attraverso la nota di addebito.

Con il Comunicato stampa del 16 settembre 2011, l’Agenzia delle Entrate fornisce le prime istruzioni sull’applicazione della nuova aliquota Iva al 21% a partire dal 17 settembre 2011. In particolare, l’Agenzia chiarisce che se nella fase di prima applicazione della nuova aliquota, ragioni tecniche impediscono il rapido adeguamento dei software per la fatturazione e dei misuratori fiscali, gli operatori potranno regolarizzare le fatture eventualmente emesse e i corrispettivi annotati in modo non coretto attraverso una nota di addebito. La regolarizzazione non implicherà l’irrogazione di sanzioni se la maggiore Iva verrà versata entro i termini della liquidazione periodica in cui l’imposta è divenuta esigibile. L’innalzamento dell’aliquota Iva ordinaria dal 20 al 21%, previsto dall’art. 2, comma 2-bis del D.L. n. 138 del 13 agosto 2011, è contenuto nella Legge di conversione n. 148 del 14 settembre 2011 pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2011 .

Fonte: Il Sole 24 Ore

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IVA al 21% entra in vigore

Scritto da Redazione il settembre - 16 - 2011

Da domani 17 settembre 2011 entrera’ in vigore  l’iva al 21%. Per quanto concerne la consegna di beni, quelli consegnati da sabato compreso in poi saranno fatturati con la nuova aliquota iva. Quelli consegnati prima si applicherà la vecchia aliquota anche se fatturati successivamente. Per i servizi vige il principio di cassa per cui si dovrà vedere quando è avvenuto l’incasso della fattura.

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