Successioni e donazioni

“L’imposta sulle successioni e donazioni è soppressa”: è questa la frase con la quale l’art. 13 della legge 383/2001 (cd. dei 100 giorni) interviene sulla disciplina del tributo in oggetto, già profondamente modificata dalla riforma dello scorso anno. In quella circostanza, infatti, si era stabilito che l’imposta non colpisse più l’intero asse ereditario, ma la singola quota spettante all’erede o al legatario (solo se eccedente i 350 milioni di lire), e che su quest’ultima fosse applicata un’aliquota unica, variabile in relazione al grado di parentela esistente tra il de cuius e il beneficiario: 4% per il coniuge o il parente in linea retta; 6% per gli altri parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado; 8% per tutti gli altri soggetti. In pratica, con quella riforma il peso del tributo era già stato notevolmente ridotto, soprattutto nel caso di patrimoni di modesta entità.

Sulla disciplina fiscale delle successioni a seguito dell’abolizione dell’imposta è intervenuto il Ministero delle Finanze che, con la circolare n. 91/E del 18 ottobre 2001, ha fornito alcuni importanti chiarimenti.

ENTRATA IN VIGORE

Le nuove disposizioni trovano applicazione nei confronti di tutte le successioni mortis causa aperte successivamente al 25 ottobre 2001; prima di tale data l’imposta deve continuare ad essere applicata nei modi sopra descritti.

SUCCESSIONI

L’imposta sulle successioni è totalmente soppressa, a prescindere dal valore dei beni ereditati e dal grado di parentela; la relativa dichiarazione di successione non deve più essere presentata, a meno che nell’asse ereditario non ci siano beni immobili. In quest’ultimo caso la dichiarazione va presentata e sono dovute:

– l’imposta ipotecaria, nella misura del 2%;

– l’imposta catastale, nella misura dell’1%;

– entrambe le imposte, ciascuna nell’ammontare fisso agevolato pari a £ 250.000, ove sussistano i benefici per la prima casa.

Si rammenta che, in caso di trasferimenti a causa di morte, l’importo dovuto a titolo di imposte ipotecarie e catastali va calcolato sul valore lordo degli immobili e dei diritti reali immobiliari caduti in successione, con un minimo di £ 250.000. Nella base imponibile non devono essere incluse le eventuali passività gravanti sugli immobili.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre specificato che, nel caso di immobili detenuti all’estero, non sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

Di seguito si riporta uno schema illustrativo delle imposte ancora in vita in caso di successione:

BENE
IMPOSTE DOVUTE
DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE

Prima casa
– I.ipotecaria £ 250.000

– I.catastale £ 250.000
SI

Altre case e terreni
– I. ipotecaria 2%

– I. catastale 1%
SI

Denaro, gioielli, titoli e altri crediti
– Nessuna imposta
NO

DONAZIONI

Anche l’imposta su donazioni e altre liberalità di beni e diritti é abolita; tuttavia occorre effettuare una distinzione relativa al grado di parentela intercorrente tra donante e donatario. L’imposta è totalmente soppressa se il beneficiario rientra in una delle seguenti categorie:

1. coniuge;

2. parenti in linea retta (padre/figlio; nonno/nipote);

3. altri parenti fino al quarto grado (zio/nipote; cugini).

In caso contrario, le donazioni a parenti oltre il quarto grado (ovviamente diversi dal coniuge) e ad estranei vanno assoggettate alle imposte normalmente applicabili agli atti di vendita, solo se il valore della quota spettante a ciascun beneficiario supera la franchigia pari a 350 milioni di lire.

Perciò, ove si verifichino le seguenti condizioni:

– nessun legame di coniugio, parentela in linea retta o entro il quarto grado tra donante e beneficiario;

– valore della quota spettante a ciascun beneficiario superiore a 350 milioni di lire;

sull’importo che eccede tale somma dovrà essere versata l’imposta di registro prevista per gli atti di trasferimento a titolo oneroso.

Di seguito si riporta uno schema delle imposte dovute in caso di donazione o altra liberalità tra vivi:

BENE DONATO
PARENTI DI CUI AI PUNTI 1, 2 E 3
ALTRI BENEFICIARI

Prima casa
– I.ipotecaria £ 250.000

– I.catastale £ 250.000
– I.ipotecaria £ 250.000

– I.catastale £ 250.000

Imposta di registro: 3% con franchigia

Altre case
– I.ipotecaria 2%

– I. catastale 1%
– I. ipotecaria 2%

– I. catastale 1%

Imposta di registro: 7% con franchigia

Terreni
– I.ipotecaria 2%

– I. catastale 1%
– I. ipotecaria 2%

– I. catastale 1%

Imposta di registro

Terreni edificabili: 8% con franchigia

Terreni non edificabili: 15% con franchigia

Denaro e gioielli
Nessuna imposta
Imposta di registro: 3% con franchigia

Partecipazioni e titoli di Stato
Nessuna imposta
Nessuna imposta

Crediti
Nessuna imposta
Imposta di registro: 0,5% con franchigia

ESENZIONI E RIDUZIONI

La legge in esame prevede che tutte le disposizioni in materia di esenzione, agevolazione, franchigia e determinazione della base imponibile attualmente vigenti in materia di successioni e donazioni debbano intendersi riferite all’imposta dovuta per gli atti di trasferimento tra vivi. Così, resta immutata la franchigia di 350 milioni di lire, elevata ad un miliardo qualora il beneficiario sia un minorenne discendente in linea retta, oppure un soggetto portatore di handicap grave.

DISPOSIZIONI ANTIELUSIVE

Nel caso in cui la donazione riguardi valori mobiliari soggetti all’applicazione dell’imposta sostitutiva sui capital gains del 12,5% o del 27% (in relazione alle caratteristiche dei titoli trasferiti), il legislatore si è preoccupato di evitare che essa possa costituire uno strumento per eludere la suddetta imposta. Così il beneficiario di una donazione di valori mobiliari, che rivenda gli stessi entro i successivi cinque anni, sarà costretto a determinare l’imposta sostitutiva con criteri identici a quelli che avrebbe dovuto adottare il donante, proprio come se l’atto di donazione originario non fosse mai avvenuto.

Inoltre in caso di trasferimento di un’azienda o di un ramo della stessa per successione o donazione, con proseguimento dell’attività d’impresa, i beni e le attività cedute dovranno essere assunti ai medesimi valori fiscalmente riconosciuti nei confronti del de cuius o del donante. In tal modo è garantita l’estensione del principio di neutralità fiscale – ai fini delle imposte sui redditi – dei trasferimenti gratuiti di aziende a tutti i beneficiari, indipendentemente dal loro rapporto di parentela con il dante causa.

Infine la legge attribuisce all’Amministrazione finanziaria il potere di disconoscimento dei vantaggi tributari in materia di imposte di successione e donazione, qualora risulti che gli stessi sono stati conseguiti mediante negozi privi di un valido fondamento economico e motivati dal solo intento di aggirare gli obblighi previsti dalla normativa tributaria.