La notizia del giorno

Maxi emendamento e conto corrente “dedicato”.

mercoledì 8 gennaio , 2014

bellini-noto-21Tutelare gli acquirenti di case è un dovere per lo Stato. L’importante, però, che il tutto non vada a scapito del mercato immobiliare e della compravendita in particolare. La novità del maxi emendamento alla legge di stabilità 2014, che di fatto obbliga i notai a gestire le somme a saldo del prezzo, fino a procedura di trascrizione avvenuta rischia di alterare radicalmente le vendite di immobili e aziende. Che lo scopo sia “nobile” non vi sono dubbi, visto che mira ad evitare che l’acquirente di una casa o di una azienda versi il corrispettivo nelle mani del costruttore o del venditore di un immobile (o di un’azienda) prima che il trasferimento della proprietà sia regolarmente avvenuto o prima che il venditore abbia adempiuto a tutte le proprie obbligazioni. Ma resta il tema della circolazione del denaro, delle esigenze del venditore e di atti, come i mutui, che si fanno contestualmente al Rogito. Per garantire quindi una tutela in più per i risparmiatori, il venditore di un immobile o di un’azienda non riceverà più il saldo prezzo del bene venduto il giorno del rogito ma dovrà attendere che il notaio abbia svolto con successo tutte le formalità. Solo dopo la conclusione dell’iter il notaio “svincolera’ ” la somma depositata – senza interessi – al venditore. Gli atti di riferimento o le somme da depositare sono quelle che vanno da 100 mila euro in avanti. In base alla nuova norma, il notaio (o altro pubblico ufficiale incaricato della compravendita, come un segretario comunale che stipula nell’interesse del suo Comune) dovrà versare, su conto corrente “dedicato” :

a) tutte le somme previste per onorari notarili, tributi e rimborsi di spese legate alla compravendita immobiliare;

b) le somme affidategli in deposito fiduciario;

c) l’intero prezzo (o il saldo ancora dovuto) se si tratta di compravendite immobiliari o di aziende.

Gli interessi sulle somme depositate serviranno a rifinanziare i fondi di credito agevolato, per le piccole e medie imprese e quindi non andranno a favore della parte venditrice, ne del notaio. Anzi costituiranno un “patrimonio separato“: non saranno quindi né di proprietà del notaio, né del venditore, e saranno impignorabili a richiesta di chiunque.

Eseguita la registrazione e la pubblicità nei Registri immobiliari o, per le cessioni d’azienda, nel Registro delle imprese, e verificata l’assenza di formalità pregiudizievoli, il notaio (o altro pubblico ufficiale) provvederà a svincolare gli importi depositati a titolo di prezzo o corrispettivo. Il provvedimento entrerà in vigore dopo l’emanazione di un apposito Regolamento attuativo (la norma parla di 120 giorni) in tal caso, l’acquirente depositerà il prezzo al notaio, che consegnerà il denaro al venditore dopo aver eseguito le formalità pubblicitarie (trascrizione) occorrenti e controllato l’assenza di vincoli pregiudizievoli all’acquirente. Sono quindi esclusi dal deposito le caparre e gli anticipi versati anteriormente al contratto definitivo e pure quelli che i contraenti abbiano concordato da versarsi posteriormente al rogito, come, ad esempio, nel caso di una vendita “a rate”.

Vedi anche : art-35-che-istituisce-il-conto-corrente-dedicato

Nella foto: Il presidente nazionale Paolo Bellini con Gabriele Noto, Notaio di Verona responsabile per il rapporto con le associazioni

   , , ,

Condividi su:

Puoi essere il primo a lasciare un commento.

Lascia un commento