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Lotta all’abusivismo con la formazione a distanza!

martedì 4 Febbraio , 2020

Gli agenti immobiliari stanno diventando una categoria di diplomati e laureati; infatti i requisiti per essere “mediatori” in Italia sono tre: possesso del titolo di studio (diploma o laurea); frequenza obbligatoria di un corso teorico su temi di diritto, urbanistica ed estimo, oltre al superamento di un esame presso le Camere di Commercio.

Da un’analisi capillare effettuata sul territorio ad opera di un Ente di Formazione specializzato, si evince che ogni 10 abilitati, 2 sono neofiti  e cioè nuovi soggetti che si affacciano al mercato immobiliare, i restanti 8 stanno già collaborando in strutture organizzate come indipendenti o seguiti dai lori titolari, ed intendono abilitarsi.

Va detto che la recente norma sui rigori dell’attività abusiva, ha sollecitato molti soggetti a seguire il percorso di abilitazione, nonostante l’impegno lavorativo ed il più delle volte quello famigliare, che riduce il tempo a disposizione.

A questa situazione fanno fronte le nuove tecnologie, che come per i grandi del web, si sono dimostrate efficaci nel permettere la formazione a distanza, unico strumento utile per assolvere all’obbligo normativo del requisito, e giungere preparati ad affrontare l’esame avanti alla Commissione preposta.

Come sempre la Pubblica Amministrazione sottolinea il distacco fra la società reale e quella disegnata dai “sapienti burocrati”, che minaccia l’utilizzo della formazione  FAD/E-learning per una categoria definita da molti “intellettuale”, che trova la sua celebrazione pratica una volta immessa sul mercato.

A tal proposito va fatto un distinguo tra le professioni non regolamentate per le quali è necessario, utile ed indispensabile una formazione in aula, e quelle invece che possono acquisire le nozioni sugli istituti giuridici comodamente dal proprio computer, e in qualunque momento della giornata.

A brave la Consulta Nazionale dell’Intermediazione sarà chiamata ad un confronto la Regione Toscana, e precisamente con la Commissione Regionale dei Soggetti Professionali, primo organismo pubblico a preoccuparsi degli effetti che le Linee Guida del 25 luglio scorso possono provocare nel grande mondo delle attività professionali non regolamentate.

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