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L’immobiliare durante il lockdown

giovedì 16 Luglio , 2020

Intervista a Giancarlo Quassia Presidente e co-fondatore di Iconacasa spa, rete in franchising con 110 agenzie sul territorio nazionale

L’immobiliare durante il lockdown?
Non si è fermato, ha solo preso la rincorsa
L’intervista a Giancarlo Quassia Presidente e co-fondatore di Iconacasa spa, rete in franchising con 110 agenzie sul territorio nazionale.

È un vento di innovazione quello che soffia sull’immobiliare. Quella che nei mesi scorsi era una timida brezza, appena sfruttata solo da una parte dei player del mercato, col lockdown è diventata una vera e propria bufera che ha cambiato irreversibilmente il mercato.

Già dalle ultime settimane del lockdown le previsioni si sprecavano. Come evolverà il mercato immobiliare? Le quotazioni scenderanno? Le compravendite saranno inferiori alle aspettative? Tanti interrogativi, poche certezze. La realtà è che molti hanno fatto previsioni senza considerare la grande trasformazione che ha subito, e continua a subire, il settore. Un trasformazione positiva, oltre che inevitabile, che il Coronavirus ha solo accelerato.

Cosa è cambiato? Il lockdown ha reso il cliente molto più esigente rispetto al passato. Quella che abbiamo davanti è sicuramente un’evoluzione del classico utente che siamo abituati a vedere entrare in agenzia. Un profilo evoluto, che ha sviluppato una coscienza critica più forte e consapevole. Un cliente quindi deciso e selettivo, più accurato nelle scelte, che conosce esattamente quello che vuole e soprattutto come lo vuole.

Un utente più esigente, quindi, ma non solo per quanto riguarda il prodotto, e quindi la soluzione immobiliare in sé, ma anche, e forse soprattutto, per l’esperienza d’acquisto che vuole vivere. La semplice visione di foto e poi la classica visita della casa probabilmente non bastano più: il cliente post lockdown vuole qualcosa di più, anzi lo pretende.

E se lo standard preteso dall’utente sale di livello, deve aumentare di conseguenza anche la percezione di professionalità e preparazione della controparte. L’agente immobiliare post lockdown non può più essere un semplice mediatore, ma un vero e proprio professionista, preparato, completo e versatile. In altre parole un esperto di marketing con profonde conoscenze tecnico-legali in materia immobiliare.

La verità? Il lockdown ha giovato al settore immobiliare. I grandi player del settore sono stati costretti a cambiare velocemente e aggiornarsi per restare competitivi e performanti. C’è chi ci è riuscito facilmente, perché già predisposto al cambiamento, chi invece ha fatto più fatica. Ma nel complesso il real estate italiano si è evoluto mentre i protagonisti di ogni giorno, gli agenti immobiliari, sono stati costretti a “salire di livello” per restare in corsa.

Insomma, il mercato immobiliare durante il lockdown non si è mai veramente fermato. Forse ha fatto qualche passo indietro, ma necessario per prendere la rincorsa per il salto di qualità definitivo verso il futuro. Un futuro che fa rima con marketing.

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