Paolo Bellini

Evolve la professione del mediatore: nascono i team

mercoledì 31 Luglio , 2019

L’agente immobiliare è colui che mette in contatto due o più parti con lo scopo di concludere un affare; questa è la base della definizione della figura professionale che tutti noi intendiamo come mediatore.

Alcuni elementi sono fondamentali, tra questi: le due parti (venditore e acquirente), lo scopo principale quello di favorire l’accordo, trattando modalità e prezzo, e la sottoscrizione di un contratto che vincola le parti stesse.

Ad oggi per giungere a questa “celebrazione professionale”, vengono posti in essere azioni propedeutiche finalizzate da un lato ad individuare le unità immobiliari da porre in vendita, dall’altro a trovare i potenziali acquirenti del bene. Quindi si parla di ricerca in zona, di attività di meeling ed iniziative di marketing, con controlli e verifiche nei pubblici uffici, redazione di reportage fotografici, verifica della dotazione di tutti i documenti necessari per porre in vendita il bene. Dall’altra l’uso di internet, dei portali immobiliari, della pubblicità nonché l’organizzazione di aventi, open day, ed ogni altra iniziativa utile a pubblicizzare l’immobile.

In tutte queste fasi non è prevista per legge una particolare abilitazione, tranne quando si entra nel campo della valutazione tecnica dell’immobile e nei patti provvigionali, nel trasferimento delle dichiarazioni e delle volontà delle parti, che formano la bozza di accordo di compravendita.

Questo delinea l’attività pratica di un team organizzato dove, attraverso i diversi ruoli e le diverse competenze, si giunge al cospetto dell’agente immobiliare che, analizzata tutta la documentazione reperita e i desideri di parte acquirente, riunendo le parti stesse attorno ad un “tavolo di trattativa”, attraverso il quale trovare l’accordo commerciale.

Un po’ come fa il notaio, che fa predisporre l’atto dal suo staff per poi “celebrarlo” personalmente di fronte alle parti.

Ecco perché sono nate nuove figure professionali, indispensabili per un’organizzazione strutturata nel campo dell’intermediazione immobiliare.

A tutto questo la normativa vigente ha dato una risposta puntuale nel 2001 con la Legge 5 marzo, n. 57 istitutiva della pratica professionale. Questa doveva essere la strada alternativa di accesso alla professione per tutti coloro che invece di formarsi sui libri di scuola e confrontarsi con una prova d’esame nozionistica, il più delle volte farraginosa, preferirebbero cimentarsi sul campo per apprendere gli istituti giuridici alla base dell’attività di agente d’affari in mediazione.

Attualmente la qualifica professionale di agente immobiliare si ottiene mediante il possesso di un titolo di studio di scuola media superiore, la frequenza di un corso riconosciuto dalle regioni, ed il superamento dell’esame presso la Camera di Commercio di riferimento.

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